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La posizione dell'albero

Vrikshasana, la posizione dell’albero, migliora non sono l’equilibrio fisico, ma anche quello emotivo.

Significati, simboli ed etimologia

Vriksha= albero; asana= posizione

Si narra che mantenere a lungo la posizione dell’albero allontani tutti gli sbagli commessi. L’albero è anche simbolo della vita: “l’albero della vita” affonda con le radici nella terra, il suo tronco sale diritto verso il cielo – come la colonna vertebrale – e i rami e le foglie sono nell’aria, in alto, nel Cielo con la “C” maiuscola. Con la sua crescita graduale l’albero fa proprio come la nostra vita, e viceversa.

Per altre illuminanti riflessioni a proposito delle posizioni di equilibrio non mancate di leggere Hatha-Yoga. L’equilibrio in piedi (Promolibri, Torino 1996).

Caratteristiche

Elementi: terra e aria
Natura: neutra
Chakra attivato: Anahata, il quarto chakra
Respirazione:diaframmatica
Asana compensatrici: uttanasana
Stagione propizia: primavera
Ora adatta: come tutte le posizioni di equilibrio può essere più semplice eseguirla alla fine della giornata
La posizione è adatta: per allenarsi a perseguire i propri obiettivi, nonostante gli ostacoli, perché sviluppa la pazienza

Benefici

Praticare la posizione dell’albero rende elastiche le articolazioni (anca e ginocchio); corregge le posizioni scorrette della schiena; progressivamente migliora l’equilibrio, non solo quello fisico, ma anche psico-emotivo, risulta quindi una posizione efficace per tenere a bada l’ansia, lo stress e la tensione nervosa; tonifica l’apparato respiratorio e massaggia lievemente il cuore.

Controindicazioni

Non è adatta a chi soffre vertigini, o di malattia di Parkinson

Vrikshasana - come eseguire la posizione dell'albero

Esecuzione

  • In piedi, a occhi aperti e gambe unite, percepire la terra sotto le piante dei piedi, ruotando in avanti i palmi delle mani (questo aumenta l’equilibrio);
  • dopo qualche respiro spostare il peso del corpo verso sinistra e sollevare la gamba destra, portando – anche con l’aiuto di una mano – la pianta del piede ad appoggiarsi all’interno della coscia sinistra, con le dita verso il basso;
  • dopo qualche respiro di stabilizzazione unire le mani davanti al plesso solare, nel gesto di saluto (namasté), gli avambracci paralleli al pavimento.
  • Restare 4-7 respiri, quindi tornare, riposare e ripetere dall’altro lato per gli stessi tempi;
  • eseguire l’intero ciclo per un totale di 3 volte.

Varianti

  1. Le mani, una volta che siano giunte davanti al petto, possono salire alla verticale (come un cipresso?). In questo caso la posizione è anche conosciuta come Bhagirath-asana (in omaggio a un grande re yogi indiano che sarebbe rimasto molto a lungo immobile nella posizione)
  2. Le braccia possono restare distese ai lati del corpo, leggermente distanti e con i palmi delle mani rivolti in avanti e le dita che formano il simbolo della conoscenza (jinana-mudra: l’indice va incontro al pollice, piegandosi leggermente a formare un “anellino”, mentre le altre dita restano distese ma non rigide)
  3. Le braccia possono salire lateralmente, diritte e tese, oltre il capo e fermarsi, larghe un po’ più delle spalle, con i palmi delle mani rivolti in avanti e le dita ben separate (come rami di un pioppo?)
  4. Il piede sollevato può sistemarsi all’inguine come nella posizione del loto.

hathayoga-equilibrioinpiediHatha-Yoga, L’Equilibrio In Piedi, di F.N.E.Y.

Un libro che si struttura su alcuni grandi temi: i testi tradizionali dello Yoga (in particolare la simbologia delle polarità negli Yoga-sûtradi Patanjali); l’analisi sistematica degli aspetti fondamentali dell’equilibrio dal punto di vista anatomico, fisiologico, respiratorio e neurologico; la pratica delle posizioni di equilibrio in piedi; la nozione stessa di equilibrio in diverse tradizioni.

1 risposta a questo articolo
  1. Buongiorno, avete più informazioni sulla posizione dell’albero? Simbologia profonda e varianti della posizione con spiegazione. Anche un libro da suggerirmi. Questa mattina durante la posizione dell’albero l’ho visualizzata ed ho provato una profonda gratitudine.
    Grazie,
    Alessia

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