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I meastri contemporanei: Kuvalayananda

Studioso, educatore, ricercatore, maestro di vita e umanista, Jagannath Ganesh Gune, conosciuto come Swami Kuvalayananda, nacque il 30 agosto del 1883 a Dabhai (Gujarat). Durante il periodo degli studi, compiuti a Baroda, subì l’influenza di personalità quali Tilak e Aurobindo.

“Durante questo periodo [le scuole superiori, NdR] fissai per la mia vita 3 ideali […] Il mio ideale più importante fu il terzo: unire scienza e spiritualità, coordinando lo yoga con le scienze moderne al livello fisico, mentale, spirituale […]”, (“Yoga Mimamsa”, ix, 1, p. xii, 1966).

Nel 1919 Paramahansa Madhavdasji – Maharaja di Malsar – lo iniziò alla dottrina dello yoga.

Profondamente impressionato dai misteriosi effetti psico-fisici delle pratiche yogiche. Kuvalayananda volle cercarne anche una spiegazione scientifica; per questo decise di dedicare la sua vita allo studio dello yoga su basi scientifiche. Ispirato dall’amore genuino per lo yoga trasmesso dagli antichi saggi dell’India, attraverso la sua ricerca scientifica, interpretazione e traduzione razionale ha suscitato un immenso interesse sul sistema dello yoga integrale, sia in India sia all’estero.

Nel 1924 fondò a Valvan, nei pressi di Lonavla (Maharastra) il Kaivalyadhama Institute, con l’intento di approfondire, in modo particolare, lo studio degli effetti terapeutici dello yoga. I risultati di queste ricerche cominciarono ad essere pubblicati sulla rivista “Yoga Mimamsa” (Critica dello Yoga), fondata nel 1924 e molto apprezzata anche in Occidente, oltre che in opere diverse, come Asana, Pranayama e, nel 1963, Yogic Therapy, realizzato in collaborazione col dottor Vinekar e pubblicato dal Ministero della Sanità Indiano. L’iniziativa ebbe successo e nel 1961 Kuvalayananda fondò a Lonavla un ospedale yoghico ispirato ai suoi princìpi: il Kaivalyadhama Institute, Centro scientifico-filosofico-letterario, di formazione e terapia yoga (oggi riconosciuto come uno dei Centri di Alto Insegnamento dell’India).

Il lavoro avviato da Kuvalayananda continua dopo la sua morte, avvenuta il 18 aprile del 1966, per opera di numerose istituzioni non solo in India, ma anche in Occidente.

Lo yoga ha un messaggio completo per l’umanità.
Ha un messaggio per il corpo umano.
Ha un messaggio per la mente umana.
Ed ha anche un messaggio per lo spirito umano.
[…] Si formeranno giovani capaci ed intelligenti per trasmettere questo messaggio ad ogni individuo non solo in India, ma anche in ogni parte del mondo?
(Swami Kuvalayananda)

[liberamente tratto da: Cinzia Picchioni, voce Kuvalayananda, in → Stefano Piano, Enciclopedia dello yoga, Promolibri, Torino 1996, p. 175]

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