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Vorresti provare a fare yoga, ma qualcosa ti frena? Hai mai pensato che fosse troppo tardi per portare un cambiamento, piccolo o grande, nella tua vita? Sono insicurezze comuni e umane, spesso alimentate dall’immaginario che dipinge gli yogi come giovani e atletici, ma infondate.

Yoga Per Tutti è un manuale di yoga scritto da Meta Chaya Hirschl che uscirà presto anche in Italia per Macro Edizioni, nella collana Le Vie del Dharma. Amiamo molto questo libro, per il suo approccio completo, semplice, accurato, ma soprattutto universale; è un libro che sa esprimere alla perfezione due dei concetti alla base del nostro amore per lo yoga e che ci motivano a divulgarlo: lo yoga è per tutti e non è mai troppo tardi per il cambiamento.

Yoga Per Tutti, di Meta Chaya Hirschl

“Non è mai troppo tardi” si intitolava un bel programma televisivo di alfabetizzazione, presentato e condotto dal maestro Alberto Manzi. Là si trattava di insegnare a leggere e a scrivere a decine di persone analfabete, molte delle quali adulte e anche anziane. Qua si tratta, col libro che presentiamo, di raccontare che lo yoga è per tutti, poiché è modificabile a adattabile alle possibilità, capacità, esigenze e limiti di tutti, indipendentemente dal livello di esperienza e dall’età di chi si avvicina a questa disciplina.

La posizione seduta, adatta a pranayama e meditazione, si può fare anche su una sedia

La posizione seduta può essere anche eseguita su una sedia.

Da insegnante di yoga, mi sono commossa nel vedere finalmente in un manuale tante foto di posizioni eseguite con l’aiuto di una sedia, dopo che da anni e per anni mi sgolo per dire che la posizione seduta (quella classica, che ormai è diventata sinonimo di yoga) non è fondamentale, perché lo yoga non “è” l’asana. Finalmente a corredo di un manuale ho visto delle belle foto che, senza parole e perciò più efficacemente, mostrano che l’attitudine interiore non dipende dalla perfetta posizione, ma che semmai la cosa veramente importante è  – nell’esempio della posizione seduta – mantenere la schiena diritta, e quella si ottiene anche sedendosi bene su una normalissima sedia.

Con la stessa intenzione di comunicare che lo yoga è per tutti”, in questo libro le posizioni sono tutte proposte in varianti per le diverse fasce di età (una cosa che finora avevo incontrato soltanto nelle pagine del periodico Yoga Journal). Meta Chaya Hirschl, l’autrice, insiste sul concetto che

un modo di praticare non è meglio o più vicino allo yoga “reale” di un altro. Alla fin fine la posizione perfetta è quella praticata con consapevolezza ed entusiasmo[].

Wow! Come posso non essere entusiasta (appunto) di leggere queste parole, quando nel mio insegnamento ho sempre messo tutti in guardia dal convincersi falsamente che lo yoga non faccia per noi perché non siamo capaci di fare ciò che vediamo sulle pagine dei manuali di yoga, dove spesso si vedono solo modelle bellissime e giovani che mostrano posizioni apparentemente impossibili.

Yoga Per Tutti non induce assolutamente questo tipo di pensiero. Le belle foto, normali”e non acrobatiche, e le descrizioni fanno proprio vedere il contrario: ovvero che ciascuno e ciascuna praticherà come potrà, con i consigli proposti da insegnanti qualificati (anche grazie a libri come questo), avendo sì bene a mente il traguardo della posizione ben fatta, ma arrivandoci coi propri tempi, i propri modi, gli aiuti necessari e soprattutto con ahimsa (nonviolenza). Sennò continuiamo a predicare bene e razzolare male!


Yoga Per Tutti, di Meta Chaya Hirsch, Macro EdizioniPreordina Yoga Per Tutti, di Meta Chaya Hirschl

Yoga Per Tutti sarà nelle librerie nella seconda metà di maggio 2016, ma puoi già preordinarlo.

Il libro di Meta Chaya Hirschl, insegnante di yoga di grande esperienza, è un manuale pratico con tante illustrazioni: indispensabile per studenti e insegnanti, fornisce un metodo per insegnare lo yoga prima a se stessi e poi agli altri, attingendo ai propri unici doni interiori.

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La yoga-terapia

Una sezione apposita di Yoga Per Tutti tratta il tema della yoga-terapia. È un argomento che può divenire “spinoso” in ambito yogico: c’è infatti chi dice che no, non si deve ridurre lo yoga a un metodo di cura (o anche che no, non può essere che lo yoga curi alcunché) e chi sostiene invece che – giacché capita continuamente che nei corsi arrivino persone con vari tipi di disturbi – un bravo insegnante di yoga debba saper consigliare posizioni e tecniche alternative a quelle classiche, per permettere a tutti di frequentare un corso di yoga. Poi c’è naturalmente il discorso della vera e propria terapia con lo yoga, che deve avere un altro tipo di approccio, di insegnamento diretto, da bocca a bocca (così descritto anche nel libro), fra l’insegnante e l’allievo.

Nel libro il tema della yoga-terapia è ben trattato e illustrato con foto esplicative degli accorgimenti per proporre le posizioni classiche (descritte altrove, con rimandi) modificate per le diverse problematiche: per esempio per chi ha problemi al ginocchio, alla schiena, ai piedi e via dolorando. Mi sembra corretto e onesto il prologo in cui l’autrice insiste sul bisogno di non confondere l’insegnante di yoga con altre figure di terapeuti, riportando per esteso la definizione che l’International Association of Yoga Therapists attribuisce allo yoga-terapia, che liberamente tradotta recita “la terapia yoga è un processo di potenziamento individuale per incrementare salute e benessere tramite l’applicazione della filosofia e della pratica dello yoga.

Diventare insegnante di yoga, a ogni età

Yoga Per Tutti mi è parso un libro “da studio” per allievi, ma anche per insegnanti. E in effetti non è mai troppo tardi anche per decidere di diventare insegnante di yoga… L’autrice stessa racconta di essersi dedicata all’insegnamento dello yoga non più giovanissima, dopo aver avuto esperienze lavorative in settori diversissimi.

Vanda Scaravelli esegue la posizione del cammello a 90 anni

Vanda Scaravelli, a 90 anni, esegue la posizione del cammello.

Non perdetevi la menzione di Vanda Scaravelli, la grande insegnante di yoga italiana, che ha scoperto lo yoga a 40 anni e, soprattutto, la foto a pagina 161 che la mostra, a 90 anni, mentre si piega meravigliosamente all’indietro. In effetti la caratteristica più evidente del libro è la sua trasversalità: si rivolge a principianti come a insegnanti, a lettori giovani e maturi, a chi conosce e pratica qualsiasi stile, scuola o variante di yoga.

A proposito di scuole diverse, ho trovato molto carino anche lo schema, che mai avevo visto prima d’ora, con le “letture” di yama e niyama secondo i maestri di alcune importanti tradizioni yogiche. Il tema delle “regole” per lo yoga mi sta, come sapete, particolarmente a cuore e perciò ho gradito molto l’idea di tradurre le dieci indicazioni secondo i maestri e le scuole. Poche settimane fa ho tenuto una lezione al corso di formazione quadriennale per insegnanti di yoga dell’Isyco di Torino e l’argomento era “Yama e Niyama nella vita quotidiana e nello yoga”; ho proposto modi per applicare i princìpi dello yoga anche alla lezione. E ora trovo su queste pagine proprio uno schema con le applicazioni dei dieci yama e niyama nell’insegnamento dello yoga. Ah! La sincronicità! Ah! La serendipità. Tutto ciò è fantastico! Grazie.

Lo yoga e la vita quotidiana

Ma direi che la caratteristica che mi ha fatto amare l’approccio di questo libro fin da quando l’ho valutato, in inglese, per dare un parere sulla sua traduzione e pubblicazione in Italia, è la meravigliosa, efficace, pedagogica suddivisione in tre parti:

  1. Prima del tappetino,
  2. Sul tappetino,
  3. Nel mondo.

Proprio questo è uno dei miei scopi insegnando yoga: portarlo anche fuori dalle palestre e dai centri yoga, non limitarsi cioè a praticarlo quell’una-due ore alla settimana, ma cercare di farlo arrivare nella nostra vita di tutti i giorni.

Yoga Per Tutti, di Meta Chaya Hirsch, Macro EdizioniEcco quindi che le tre parti (prima del tappetino/sul tappetino/nel mondo) racchiudono l’intendimento dello yoga così come ho imparato ad insegnarlo. Anche i libri sono un po’ così: ci sono testi solo sul “prima”, ci sono testi solo “sul” tappetino, con posizioni varie (ma a volte solo quelle, senza una parola sulla filosofia o altro) e ci sono libri che ti raccontano – mentalmente – come si dovrebbe vivere secondo lo yoga, ma senza dirti alcunché sulla pratica.

Qua sono riuniti tutti e tre gli aspetti, che dovrebbero forse andare avanti contemporaneamente, magari in momenti diversi. Mi sembra che questo ci sia nel libro, compreso il fatto che se si sta “nel mondo” reale ci si accorgerà di dover organizzare classi di livelli diversi, adattando il proprio insegnamento ai propri allievi (il libro tratta anche dei tipi di classe e delle e relative routines).

Adattare la pratica all’allievo – mio padre e altri maestri

Ho apprezzato alcuni riferimenti anatomici con tanto di schemi colorati su “com’è fatta un’anca” – utili anche per gli insegnanti, dato che non tutti lo sanno e può succedere che non siano consapevoli del perché qualcuno non riesca a fare la posizione del loto (per esempio). A questo proposito non ho potuto fare a meno di ricordare gli insegnamenti di mio padre, che mi ha portato in montagna fin dalla prima infanzia e poi, più grande, a camminare, sciare e arrampicare. Mi diceva sempre che, camminando in montagna, si deve andare alla velocità di quello che va più piano. C’è un anziano nel gruppo? Si metterà lui davanti, a decidere l’andatura dell’intero gruppo, che si adatterà. E non si dovrebbe fare così anche nello yoga? I miei insegnanti – indiani e italiani – durante la scuola che ho frequentato per imparare a insegnare, ci raccomandavano che tra i compiti di un buon insegnante c’è creare l’ambiente favorevole all’apprendimento, un ambiente non solo esterno, ma anche interno: senza far sentire nessuno inadeguato, prestando attenzione ai livelli di tutti, insistendo sull’ascoltarsi, sul rispetto del limite (che è l’unico modo per superarlo un giorno e aumentare l’apprendimento). Adattamento, ascolto, rispetto del limite, modificazione del modo di insegnare: eccole qua le caratteristiche di un bravo insegnante.

In questo libro chi insegna imparerà come modificare il proprio insegnamento a seconda degli allievi che si troverà davanti; e chi impara saprà che lo yoga è per tutti, basta ascoltarsi, rispettare il proprio limite, chiedere aiuto a modificazioni e strumenti per superare il gradino senza farsi male.


Yoga Per Tutti, di Meta Chaya Hirsch, Macro EdizioniDove trovare Yoga Per Tutti, di Meta Chaya Hirschl?

Yoga Per Tutti sarà nelle librerie nella seconda metà di maggio 2016, ma puoi preordinarlo fin da ora.


1 risposta a questo articolo
  1. Complimenti!!! bellissimo articolo, concordo pienamente e vi ringrazio per avermi portato a conoscenza di questo Libro.
    Penso da sempre che lo yoga sia per tutti, infatti lo insegno hai bambini e agli adulti, è uno strumento meraviglioso x il ns benessere e diventa riduttivo trasformarlo in posizioni acrobatiche x pochi fortunati. Grazie!

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