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Tra terra e cielo, di Vanda Scaravelli - recensione

Tra Terra e Cielo, Vanda Scaravelli, Edizioni Mediterranee

Perché pratichiamo yoga? […] Non c’è un motivo, una finalità, soltanto un appuntamento piacevole al quale il nostro corpo guarda con grande aspettativa. Lo facciamo per la gioia di farlo. Torsioni, allungamenti, movimenti sono divertenti e piacevoli, una vacanza per il corpo. Vi è una gioia inaspettata nell’incontrare cielo e terra allo stesso momento!

Il movimento è la canzone del corpo. Sì, il corpo ha una sua canzone da cui il movimento della danza sorge spontaneamente.

Insieme a Gabriella Cella, Vanda Scaravelli ha rappresentato e, attraverso la sua eredità, rappresenta uno dei più importanti contributi nostrani allo sviluppo dello yoga in occidente. Il metodo Scaravelli, conosciuto come Scaravelli-inspired Yoga, è oggi portato avanti dai suoi studenti diretti, quali John Stirk, Sandra Sabatini e Cartherine Annis, ed è praticato in vari centri yoga nel mondo.

Vanda si è avvicinata allo yoga dopo i quaranta, in seguito della morte del marito, e ha pubblicato il suo primo (e ultimo) libro all’età di ottantatré anni. Grazie alla sua posizione agiata, ha avuto l’onore di studiare yoga insieme allo stimato filosofo indiano Krishnamurti, in Svizzera, sotto la guida dei Maestri B.K.S. Iyengar e Desikachar (figlio di Krishnamacharya). Si è in seguito discostata dagli insegnamenti prescrittivi dei suoi maestri a favore di uno stile più morbido, fluido e intuitivo, basato sull’ascolto profondo del corpo, sul movimento della colonna vertebrale durante la respirazione e sull’interazione tra gravità e antigravità per riportare flessibilità alla colonna. Lo yoga di Vanda Scaravelli è dunque più un approccio alla pratica che un vero e proprio stile.

Tra Terra e Cielo (titolo originale: Awakening the Spine), nella sua seconda edizione postuma, è strutturato come un diario personale, in cui Vanda appunta acute riflessioni sulla sua esperienza personale e il suo incontro con lo yoga, aiutandosi con immagini efficaci e metafore poetiche tratte dal mondo dell’arte, della musica, della medicina, della storia e della scienza – specchio della sua cultura vasta ed eclettica.

Il libro è suddiviso in brevi capitoli che riflettono sia sui vari aspetti dello yoga, come il guardarsi dentro, l’importanza della pratica quotidiana e l’incontro di corpo e mente, sia sugli aspetti della vita e dell’universo, come la bellezza e la morte, la memoria e l’età, il tempo e la gravità, l’energia e la materia. L’ultima parte del libro analizza le posture raggruppate in categorie, l’onda del respiro e le più note tecniche di pranayama.

Il seguente passaggio sintetizza bene l’essenza del libro e dell’esperienza di Vanda Scaravelli: “proveremo in questo libro a incoraggiare un atteggiamento serio verso il nostro corpo, che abbiamo trascurato per troppo tempo. Questo atteggiamento è rivolto sia al corpo che alla mente. […] Dobbiamo imparare ad ascoltare il nostro corpo, assecondarlo piuttosto che contrastarlo, evitando gli sforzi e concentrandoci su quel delicato punto dietro la schiena (dove la colonna si muove nelle opposte direzioni). Resteremo molto sorpresi nello scoprire che, se saremo gentili con il nostro corpo, lui reagirà in modi incredibili”.

Tra Terra e Cielo è un gioiello da tenere vicino, leggere, sottolineare e rileggere – una preziosa fonte da cui trarre riflessioni per informare la pratica sul e fuori dal tappetino.

Tra Terra e Cielo, Vanda Scaravelli, Edizioni Mediterranee

 

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