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Facciamo yoga: il saluto alla luna. Lo yoga e la donna.

Il Saluto alla Luna (o Chandra Namaskara) è una sequenza di posizioni yoga dedicata alla dea Sakini fortemente legata al femminile e molto positiva per il benessere della donna: tonifica i muscoli, rilassa il sistema nervoso, migliora la circolazione, fa bene alla pelle e, non ultimo, regolarizza il ciclo mestruale (ma è meglio non eseguirla nei giorni di ciclo più intenso!)

La Luna, lo yoga e la donna

Surya (sole) Namaskara (saluto alle divinità – altrimenti si dice Namastè) è il “Saluto al Sole”, la famosissima sequenza di 12 posizioni da eseguire una dopo l’altra. Rappresenta il cammino che il sole compie nel cielo, dall’alba al tramonto. Il sole è la stella che illumina la Terra; è caldo, maschile, yang.

La luna è il satellite della Terra e splende della luce riflessa dal sole; è fredda, femminile, yin. Da sempre la luna è relata al femminile, il suo metallo è l’argento. Nello yoga possiamo trovare gesti e posizioni di saluto alla luna.
Per questa settimana che segue l’8 marzo e la giornata internazionale della donna, ho cercato posizioni che abbiano a che fare con la luna”. Ispirandomi a Gabriella Cella* – vi propongo un “Saluto alla Luna”, con una finale posizione dedicata alla terra, perché anche la Terra è femmina, è madre, è femminile.

Ispirandomi al Saluto alla Luna di Gabriella Cella, ho scelto 7 posizioni – anziché 12, come nel Saluto al Sole – anche per un concetto di “gentilezza”. Dodici posizioni per qualcuno sono molte e risultano faticose. Così, in tema di femminilità, di accoglienza, di dolcezza, ho preferito ridurre il numero di asana, pur mantenendo il numero simbolico. I numeri nello yoga non sono mai casuali. Questo e molti altri sistemi numerici antichi erano basati sul numero 12 (sono dodici le costellazioni e i segni zodiacali, i mesi dell’anno, le tribù d’Israele, i discepoli di Gesù, le ore in cui è diviso l’orologio), ma anche sul 7 (i giorni della settimana, i pianeti conosciuti, i colori dell’arcobaleno…). Il numero 7 è anche considerato l’unione del cielo con la terra: 3 (il triangolo il cui vertice sale verso l’alto) + 4 (il quadrato, simbolo della terra e del completamento).

Come eseguire il Saluto alla Luna

Le posizioni vanno eseguite una dopo l’altra, come in una danza in cui si passa dalla posizione precedente alla successiva, senza interruzione.

Sequenza yoga: Saluto alla Luna1. Gesto di saluto – Namaskara Mudra

Sedute a terra, gambe unite davanti, ben tese e aderenti al suolo, schiena eretta.

Congiungere le mani di fronte al petto, con gli avambracci paralleli al suolo.

Spingere le mani una contro l’altra, chinando leggermente il capo verso la punta delle dita.

Restare per 4 respiri e passare direttamente alla posizione successiva.


Sequenza yoga: Saluto alla Luna2. Mezza luna aperta – Ardha Chandra Purvottanasana

(Letteralmente: “mezza luna” e “stiramento della parte anteriore del corpo”; è detta anche “Posizione dell’Est”)

Aprire le mani e allungare le braccia – aperte come la larghezza delle spalle, con le mani che convergono – oltre il capo.
I gomiti non si piegano ma le braccia non sono proprio tese, seguono la linea del busto, che si inarca leggermente all’indietro, simulando la curva della mezza-luna.
Il mento è spinto in alto, ma il capo non è abbandonato all’indietro e gli occhi guardano le mani.

Restare per 4 respiri e passare direttamente alla posizione successiva.


Sequenza yoga: Saluto alla Luna3. Mezza luna chiusa – Ardha Chandra Paschimottaasana

(Letteralmente: “mezza luna” e “stiramento della parteposteriore del corpo”; è detta anche “Posizionedell’Ovest”)

Arrivando dalla posizione precedente, dobbiamo solo ritornare in avanti con le braccia – che si appoggeranno, piegate, sulle gambe – e flettere anche il busto, fino ad appoggiare la fronte sulle ginocchia e “chiudere” la mezza luna con il gesto opposto a quello della “mezza luna aperta”.
Le gambe restano tese e si cerca di riempire i vuoti sotto le ginocchia e sotto le caviglie.

Restare per 4 respiri e passare direttamente alla posizione successiva.


Sequenza yoga: Saluto alla Luna4. Barca – Naukasana

La Luna governa le acque – anche quelle all’interno del corpo – ed ecco una posizione che imita una barca che scivola sull’acqua.

Sedute con le gambe tese davanti, appoggiando le mani ai lati del bacino andare in equilibrio sui glutei sollevando le gambe dritte e tese e andando indietro col busto teso.
Infine sollevare le braccia dritte e tese, palmo delle mani verso il basso, fino all’altezza delle ginocchia, imitando così i “bordi” della barca.

Il corpo, visto di fianco, ha la forma di un triangolo appoggiato sul suo apice (o meglio appare come una “A” rovesciata), quindi occorre fare attenzione a non sollevare troppo le gambe o il busto, che devono essere uguali (come i “bracci” di una “V”).
Il capo è in linea con la colonna. Iniziare con pochi respiri di statica, aumentandoli via-via che si trova l’equilibrio.
Eccolo qua il triangolo – 3 – di cui parlavamo all’inizio, a proposito del 7 (3+4).


Sequenza yoga: Saluto alla Luna5. Pilastro – Stambhasana

Distese supine, sollevare entrambe le gambe, unite, dritte e tese, a 90° rispetto al busto e al pavimento. Contemporaneamente sollevare anche le braccia, dritte e tese, aperte come la misura delle spalle.

Questa volta il corpo, se visto di fianco, è come un quadrato (o, meglio, come un tavolino rovesciato).

Una volta raggiunta la posizione, mettere i piedi “a martello” (spingendo cioè i talloni verso l’alto, allungando i tendini di Achille, per appiattire le piante e renderle parallele al suolo) e ruotare le mani sui polsi, offrendo alla luce del sole i palmi delle mani (con le dita unite e tese).

In effetti la posizione si chiama pilastro perché si immagina di sostenere – sui due piedi e sulle due mani – la volta di un immaginario tempio, di cui – appunto – siamo i pilastri.
Ed eccolo qua il quadrato – 4 – di cui parlavamo all’inizio.


Sequenza yoga: Saluto alla Luna6. Possente – Shavasi asana

Shavasi è un epiteto della madre di Indra, e rappresenta la forza del femminile.

Sedute con le gambe distese davanti, unite e tese, flettere il busto indietro fino ad appoggiare i gomiti e gli avambracci a terra, per sostenere comodamente il busto.
Piegare una gamba e appoggiare il piede sul ginocchio dell’altra.
Infine sollevare entrambe le gambe: quella tesa spingerà verso l’alto, quella piegata spingerà sul ginocchio verso il basso.

Nella “tensione” di queste due spinte mantenere respirando per 4 volte.
Tornare e ripetere sull’altro lato con gli stessi tempi.
Il capo è controllato, mento verso il petto e testa che non cade all’indietro.


Sequenza yoga: Saluto alla Luna7. Madre di tutti gli dèi – Adity asana

Finire con un gesto di omaggio alla Terra come madre di tutto.

Sedute con le gambe distese davanti e la schiena eretta.
Piegare entrambe le gambe unendo le piante dei piedi di fronte al bacino.
La distanza tra i talloni e il perineo è uguale a due palmi dei nostri, cosicché le due gambe disegnino un quadrato appoggiato su un angolo.

Mantenendo i piedi uniti e le ginocchia il più possibile vicine alla terra, flettere il busto in avanti, verso il centro del “quadrato” – che simboleggia la terra.
Le braccia si appoggiano, piegate, sulle gambe; o – se si riesce – le dita delle mani si intrecciano al di là dei piedi, a tenerli chiusi; o ancora le braccia si appoggiano sulle gambe all’altezza delle caviglie.

Restare respirando tranquillamente per 4-7 volte, quindi tornare – prima il capo, poi il busto – allungando le braccia, per non forzare la schiena.
Ripetere un totale di 3 volte.


*Gabriella Cella Al Chamali, insegnante Yoga della Yoga Vedanta Forest Academy Himalaya (India); fondatrice della S.I.Y.R., Scuola di formazione a approfondimento. Per prima in Italia ha studiato e studia gli aspetti femminili dello yoga, dopo essersi accorta di quanto sia sempre male-oriented (orientato al maschile).

Partendo dalla sua immensa e continua pratica, Gabriella Cella ha creato un sistema, battezzandolo Yoga Ratna, il Gioiello dello Yoga, particolarmente attento alla simbologia e sempre female-oriented (orientato al femminile), con indicazioni rivolte alle donne per evitare – ad esempio – certe pratiche non adatte (in alcuni periodi o sempre). Il suo è un lavoro meraviglioso – soprattutto perché vissuto – che mi sento di consigliare vivamente a tutte le donne.


Alcuni volumi di Gabriella Cella:

grandelibroyoga

avereunfiglio

yogaematernità


 

 

 

 

 

 


 

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