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Pranayama, la Dinamica del Respiro

Pranayama, la dinamica del respiro, André Van Lysebeth, Astrolabio

Pranayama, la dinamica del respiro è stato pubblicato per la prima volta nel 1973.
Perché pubblicate la recensione di un libro che ha più di trent’anni? Il concetto di novità dov’è andato a finire? Già, ma quando un libro è come questo continuerà ad essere recensito, usato, acquistato per sempre. Ne sono più che convinta e dopo averlo letto sarete d’accordo con me.

Tutta la prima parte sembra non appartenere a un libro sul pranayama: vi si parla di fisica, ioni, tessuti sintetici (e perché non usarli), aria condizionata (e perché non usarla), odori molesti (e perché non annusarli), profumo di rosa e mughetto (e perché annusarlo). Vi si trovano spiegazioni scientifiche persino su come scegliere il luogo di vacanza tra zone di gran clima, di clima medio, di piccolo clima, di clima zero).

A pagina 65 comincia infine il capitolo intitolato Il Pranayama… princìpi e pratiche. Il testo tiene fede al titolo del capitolo: presenta la teoria e la pratica delle tecniche fondamentali, pagine intere sono dedicate a spiegare kapalabhati, corredate da foto dal sapore mitologico (con un importante Maestro come Pattabhi Jois!) per illustrare come bisogna respirare e come appare il corpo se lo stiamo facendo correttamente.

Il libro include anche spiegazioni dei bandha, dei chakra, dei kosha, il tutto riferito però alla pratica del pranayama, perché

“[…] il pranayama è anche l’obiettivo degli asana, bandha e mudra; tra mentale e prana esiste un’interazione che porta l’Hatha Yoga molto al di là del fisico. Non c’è, in realtà, alcuna fondamentale differenza tra lo yoga mentale, o Raja Yoga, e l’Hatha Yoga”, p. 14.

Un capitolo intero è dedicato all’energia kundalini e al suo risveglio (compresi i rischi). Un altro è per le nadi (con il ben noto disegno di tutti i 72mila canali che scorrono attraverso il corpo). Un dettagliato paragrafo per raccontare il gesto che vediamo in moltissime immagini relative allo yoga: l’indice e il pollice uniti a formare un circolino: jnana-mudra, il gesto dell’iniziato; come si fa, perché si fa, che cosa significa, che cosa produce. Stupendo!

Da non perdere il capitolo Il pranayama esoterico e due tecniche facili ma molto efficaci: Pranuttana e Shanti Mudra, con bellissime foto in bianco e nero.

Non si deve tralasciare la Prefazione di Jean Herbert che, in mezzo alle lodi per l’autore, ci ricorda anche che egli “[…] fornisce – come in ogni sua opera precedente – tutti i necessari avvertimenti [sottolineando, NdR] le condizioni oltre le quali è pericoloso praticare questo o quell’esercizio. C’è da augurarsi che nessun lettore […] trascuri uno qualunque di questi avvertimenti; […] correrebbe gli stessi terribili rischi cui si sono esposti quelli che hanno voluto praticare il pranayama basandosi su libri meno seri”, p. 8.

Pranayama, la dinamica del respiro, André Van Lysebeth, Astrolabio

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