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Il Pesci è l’ultimo dei segni invernali. Tutto si prepara alla primavera, che sboccerà tra poco, dopo il lungo riposo sotterraneo. In analogia, il Pesci non sembra granché vitale, non esplode di allegria, avrà frequenti sbalzi di umore, ma è sensitivo, fluido, riflessivo. Mutevole, legato al mondo dell’inconscio, potrà essere veggente (soprattutto con i sogni). Lavora sotterraneamente, come l’energia durante l’inverno. Il Pesci non è solo l’ultimo segno invernale, ma è anche l’ultimo segno d’acqua (nello Zodiaco tradizionale, che si apre con l’Ariete e si chiude appunto con i Pesci). La sua Acqua è quella del grande oceano – come l’inconscio – con abissi e altissimi flutti. Un’acqua diversa da quella del Cancro (zampillante) e da quella dello Scorpione (torbida e stagnante).

Abbiamo visto che il lavorio del Pesci è sotterraneo, ma costante, nell’eterno legame della vita psichica con la vita terrena. Il simbolo è infatti rappresentato da due pesci – rivolti in direzioni opposte – legati da una fune: per il nativo è impossibile dissociare il corpo dall’anima. Di conseguenza lo yoga potrà essere determinante per il Pesci, che è un sensitivo e percepisce che il mondo metafisico e quello sensibile sono legati.

Un pesce va verso il mare e la libertà, l’altro verso il risalire la corrente per deporre le uova e ricominciare:

rinascita →

← schiavitù

La sensibilità del Pesci potrà guidarlo – tramite lo yoga – a distaccarsi dai dualismi e dall’illusione (maya) della vita; altrimenti potrà essere manipolatorio, fare raggiri, e fuggire se viene scoperto. Ricercatore nella scienza, il Pesci è spinto ai cambiamenti e ai viaggi, e per questo non sarà tanto fedele. Sensibile nel captare le debolezze altrui, capace di entrare nei panni altrui, può sviluppare il senso umanitario e una crescita interiore profonda. Se incontra lo yoga, sensitivo com’è, il Pesci conoscerà il legame fra mondo sensibile (sotto i sensi) e mondo metafisico, e starci dentro a suo agio.

I Pesci insegnano la compassione, devono imparare a stare coi piedi per terra.  Restano calmi e saggiamente indifferenti di fronte alle trasgressioni umane, tanto da sembrare lassisti; aspirano a ciò che il resto dell’umanità scarta, disprezza, ignora o non può comprendere. La loro immaginazione non conosce confini: tutto è possibile.

Caratteristiche dei Pesci

Segno d’Acqua, mutevole, femminile.

  • Punti corrispondente nel corpo: ghiandole e circolazione linfatica, mucose, intestini, piedi
  • Malattie: pleuriti, uremia, alcolismo, malattie nervose, iperidrosi ai piedi.
  • Chakra: muladhara
  • Mantra: AAAA vibrando su Manipura chakra
  • Bija mantra: RAM (dell’Elemento Fuoco)

Indù style

Nell’astrologia indiana il Pesci è Meena, nome di un popolo/casta discendente da Sri Matsya; la leggenda narra che questo avatara sia l’incarnazione a forma di pesce del dio Vishnu. Nell’astrologia occidentale il segno è dominato da Nettuno e da Giove. L’ametista è la pietra che dà fortuna a chi è nato in marzo (quindi ai Pesci e agli Arieti nati dal 21 marzo fino a fine mese); l’ametista è contro le passioni (quindi è da evitare quando si è nel pieno di una storia passionale), regala saggezza e impedisce di ubriacarsi (infatti gli antichi bevevano in coppe di ametista).

Quali posizioni yoga?

Il nativo dei Pesci può soffrire di reumatismi, di cattiva circolazione, di alcolismo e malattie nervose, iper-sudorazione dei piedi (punto debole del Segno). Ecco perciò che tutte le posizioni facilitanti la circolazione saranno utili, come pure gli asana che riguardano i piedi.

Pavana-muktasana, ginocchia al petto

La posizione aiuterà nel ritrovamento dell’equilibrio psico-fisico, essendo calmante e rilassante anche per il plesso solare, con conseguente miglioramento della circolazione interna e di tutti gli organi contenuti nella cavità addominale.

Distendersi supini, unire le gambe e, strisciando quasi i piedi sul tappetino, avvicinarli ai glutei, quindi sollevarli per ripiegare le gambe verso il petto, con la sola forza delle mani; appiattire bene la schiena e poi prendere le ginocchia con le mani intrecciate e «tirarle» verso il petto, allungando la nuca e spingendo giù il mento, se si fosse sollevato.

Dopo qualche respiro (7-10) immobili nella posizione, completarla sollevando il capo come per toccare le ginocchia con la fronte.

Un paio di respiri al massimo e poi riportare la testa a terra, slacciare le braccia e riportare le gambe distese, strisciando quasi i piedi sul tappetino anche nel ritorno. Riposo, poi ripetere altre 2 volte per gli stessi tempi.

C’è un variante che si può eseguire con una sola gamba alla volta, e anche in questo caso si solleverà la fronte verso il ginocchio .

                       

L’importanza del Massaggio

Una buona pratica è quella di massaggiare la pianta dei piedi sui punti corrispondenti ai chakra, col pollice, circolare, dall’alluce al 5° dito

(dal 7° chakra al 1° chakra):

  • 7° intorno all’alluce
  • 6° esterno dell’alluce
  • 5° interno del rigonfiamento
  • 4° in mezzo
  • 3° nell’incavo
  • 2° lato esterno
  • 1° poco prima del tallone

Halasana, posizione dell’aratro

Attraverso questa posizione le funzioni metaboliche acquisiscono equilbrio.

Supino, gambe unite, braccia lungo i fianchi. Inspirando, solleva le gambe con movimento lento e uniforme, fino a formare un angolo retto con il resto del corpo. Respira e, dopo una breve pausa immobile, solleva anche il bacino e tutto il dorso; poi, espirando porta le gambe oltre il capo e abbassale – senza piegarle – verso terra. Sostieni il bacino con le mani se i piedi non toccano terra. Il mento preme fortemente contro lo sterno e si percepisce lo stiramento delle vertebre cervicale, che aumenta allontanando il più possibile i piedi dalla testa.

Evoluzione Se e quando i piedi, allungati sul loro dorso, poggeranno comodamente a terra, potrai portare anche le braccia oltre il capo, allungandole accanto alle gambe; quando anche questa evoluzione sarà comoda, potrai completare l’asana piegando i gomiti e intrecciando le dita delle mani sulla sommità del capo.

Matsyasana

Questa posizione apre i polmoni.

Seduto, con le gambe unite e distese davanti, blocca le mani sotto i glutei e appoggia i gomiti a terra dietro la schiena; ruota indietro la testa per appoggiarne la sommità sul pavimento; i piedi sono a martello, la schiena si inarca il più possibile verso l’alto, spingendo in su lo sterno. A terra restano la sommità del capo, i palmi delle mani, il bacino e i talloni. 

Variante Puoi tenere le gambe incrociate semplicemente, e in questo caso le mani stanno sulla pancia ai lati dell’ombelico, con i gomiti a terra o si agganciano alle piante dei piedi

Ardha-Matsyendrasana

Questa posizione previene le pleuriti e disturbi bronchiali.

Seduta, gambe distese davanti, unite; piega la gamba sinistra fino a portare il piede sotto il gluteo destro; la gamba destra si piega e appoggia il piede a terra di fronte al ginocchio sinistro; porta il braccio destro dietro alla schiena, ruotando il busto verso destra e appoggiando la mano a terra, a pochi centimetri dal bacino; il braccio sinistro si aggancia alla caviglia destra, passando all’esterno del ginocchio destro; il capo ruota per ultimo verso destra, come se volessi guardare oltre la spalla destra. Resta respirando 3-4 volte, quindi sciogli lentamente e ripeti dall’altro lato per lo stesso numero di respiri.

Buona pratica a tutti

Cinzia

Scritto da
Inizia a praticare yoga nel 1979 a Milano, la sua città natale; nel 1985 si trasferisce a Torino per frequentare la scuola di formazione triennale per insegnanti dell’Istituto Kuvalayananda, dove studia con insegnanti italiani e indiani e si diploma nel 1987. Co-fondatrice dell'Isyco (Istituto per lo Studio dello Yoga e delle Culture Orientali) di Torino, Cinzia è formatrice di insegnanti di yoga, oltre a insegnare in corsi per principianti, esperti e per la terza età. Ha pubblicato libri di yoga e di stile di vita yogico, oltre a numerosi articoli.
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