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Corso di Mindfulness a Cesena

Non c’è trucco e non c’è inganno, nessuna tecnica da imparare, nessuna ricetta miracolosa per guarire da ogni male. Di cosa si tratta? Essere presenti, essere in contatto con questo momento in maniera intenzionale e non-giudicante, presuppone un cambio di prospettiva, l’espandersi della capacità di guardare e accettare davvero le cose, così come sono.

La meditazione di consapevolezza non si spiega facilmente con le parole, non è neanche uno stato mentale, qualcosa che si possa raggiungere ad un dato momento. E’ più facile partire dalla pratica, esattamente come viene insegnato nel programma MBRS , un percorso in 8 settimane messo a punto da J. K. Zinn diventato famoso per i suoi libri e per aver portato in occidente la meditazione negli ani ’80, anni in cui suonava ridicola anche solo a nominarla, applicandola in ambito medico.  E’ nata una corrente, oggi in piena espansione, che si occupa di ricercare gli effetti della pratica meditativa sulla salute e sul cervello delle persone.

Possiamo pensare la presenza mentale come qualcosa che sperimentiamo quando siamo totalmente concentrati, in contatto con quello che stiamo facendo, lucidi, attivi, senza ansia. Questi momenti preziosi si caratterizzano per l’estrema chiarezza, e anche per la leggerezza data dal non essere dominati dalla confusione e dai pensieri.

La mindfulness va allenata, allo stesso modo in cui si diventa pratichi in uno sport; ci si allena progressivamente ad essere consapevoli mentre si sta seduti, mentre si cammina, mentre si mangia o quando si compiono le azioni del quotidiano.

La scienza dimostra che quanto più siamo distratti, abbiamo la testa altrove rispetto a quanto stiamo facendo, a quello che stiamo vivendo o alla persona con cui ci stiamo relazionando, quanto più siamo infelici. “Una mente che vaga è una mente infelice” è il titolo di uno studio condotto sulle abitudini di un campione di popolazione.  La felicità, la liberazione dalla sofferenza – per dirla alla maniera del Buddhismo, ha a che vedere con il nostro grado di mindfulness: quanto sei mindful? Ti capita di arrivare in un posto e non esserti accorto del percorso che hai fatto? Ti succede di non renderti conto , lì per lì, delle emozioni che provi, ma di prenderne coscienza solo più tardi?

Distraibilità, tendenza a rimuginare negativamente sulle cose, ansia per il futuro si contrappongono a chiarezza, concentrazione, quiete, a un generale stato di ottimismo e a un tono emotivo positivo.

 Ognuno di noi possiede un certo grado di consapevolezza, è un fattore innato, ma affinchè possa espandersi, possa pervadere le nostre vite in modo che ogni momento e ogni azione sia accompagnata dalla ns totale presenza, dobbiamo allenarci. L’alternativa è  vivere con il pilota automatico sempre attivo, una sorta di disco che si ripete e chissà come e chissà perche siamo sempre punto a capo. Secondo J. K. Zinn non è una scelta, bensì una necessità per cui afferma: non importa che ti piaccia, non importa che tu capisca perché lo fai, porta il tuo sedere sul cuscino (da meditazione) e basta!”.

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