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La Scimmia Yoga - Il Diario della Pratica - recensione

La Scimmia Yoga – Il Diario Della Pratica, di Sara Bigatti e John Kraijenbrink, Macro Edizioni

Ero un po’ perplessa leggendo il titolo perché – sapete, no? – la scimmia è l’animale che nella filosofia orientale è usato come esempio per definire il comportamento della mente. Anzi, si dice proprio, in «yoghese», che la mente è una scimmia impazzita che salta continuamente sugli alberi, da un ramo all’altro e poi di nuovo all’indietro e così via per tutto il giorno…

Come una scimmia, la mente è irrequieta, cioè capricciosa, troppo curiosa, non si ferma mai su niente, non approfondisce niente e se ne seguiamo i movimenti ci viene il mal di testa (appunto!).

Poi ho guardato con più attenzione e ho visto che ci sono le maiuscole. Ma allora forse è un nome proprio? Cioè una Scimmia che si chiama Yoga? Anche perché in copertina e dentro al libro c’è proprio il disegno di una scimmia (non proprio del mio gusto estetico devo confessare, ma questo ha poca importanza). Proseguendo con la riflessione ho infine capito come interpretarlo.


la-scimmia-yoga-il-diario-della-praticaLa Scimmi Yoga – Il Diario della Pratica, di Sara Bigatti e John Kraijenbrink, Macro Edizioni

Un anno all’insegna dello yoga e della serenità con un libro-diario che ti aiuterà a rendere lo yoga una pratica quotidiana. Attraverso un percorso lungo 13 cicli e un anno solare, Sara Bigatti, famosa insegnante di yoga online, ti inviterà alla pratica, alla meditazione e all’introspezione con asana, meditazioni, spunti musicali e momenti di art therapy.

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Questo libro – che in realtà è un diario – cerca di disciplinare la mente-scimmia per trasformarla nella Scimmia che si chiama Yoga. E in effetti un diario può sortire quell’effetto, con le sue pagine ordinate, con i suoi numeri, i suoi cicli, le sue indicazioni precise. E soprattutto un diario come questo, guidato per mano da Patanjali, è una garanzia.

Include 13 cicli di 28 giorni, più una giornata «fuori dal tempo», quindi 365 giorni di diario in cui si trovano posizioni, meditazioni, brevi sequenze, suggerimenti. Ho sottolineato la parola “suggerimenti” per andare d’accordo con gli autori, che nell’Introduzione ci tengono a dirci che «[…]Si tratta solo di consigli, di idee con cui giocare o da mettere nel cassetto per un po’».

Così, con questa idea in testa, vado a guardare dentro (il libro è comodo e solido, con pagine spesse e ben impaginate, di carta certificata) e scopro colori, disegni, foto (a colori), schemini, frasi ispiranti disseminate su tutte le pagine, consigli bibliografici e persino cinematografici, piccole ricette, spazio per scrivere. Tutto a colori!

I primi 10 cicli proposti sono guidati ciascuno dai 10 Yama/Niyama (5 e 5) e propongono una posizione principale più alcune preparatorie, che scorrono per le 4 settimane che compongono un ciclo.

Vi faccio un esempio (che è più semplice): nel Ciclo 1 lo yama-guida è ahimsa e la posizione-guida è padmasana, che ovviamente non tutti e non subito sanno praticare; allora per 4 settimane c’è la proposta di altre posizioni (agnistambhasana, malasana, una specie di paschimottanasana e altre) che aiutino ad aprire le anche e sciogliere le ginocchia. Questo per quanto riguarda lo yoga. Poi, per 4 settimane, troviamo un màndala o uno yantra da colorare, un consiglio di visione (Una scomoda verità) e una musica da ascoltare durante il ciclo (Let Love Rule di Lanny Kravitz). E poi spazio libero, carino, colorato, per scrivere «Le mie note».

Poi c’è il Ciclo 2 e todo cambia!

Una chicca di cui magari non ci avvediamo: ciascun ciclo ha un colore, che si vede sulla costa delle pagine guardando il libro chiuso sul lato lungo.

Se posso muovere una critica, molte delle posizioni proposte mi sembrano assai impegnative, certo non per principianti; ma siccome il libro è in realtà un Diario, nulla vieta che ciascuno lo modifichi, con posizioni simili a quelle proposte, ma più semplici e/o adattate – lasciando invece intoccati tutti gli altri suggerimenti di ciascun ciclo, no?

Come sempre, lo yoga insegna ad ascoltarsi, ad accettare i propri limiti (anche per volerli superare prima dobbiamo rispettarli), a non imitare entrando in competizione. Il diario della pratica può essere Il diario della mia pratica, sennò che diario è?


la-scimmia-yoga-il-diario-della-praticaLa Scimmi Yoga – Il Diario della Pratica, di Sara Bigatti e John Kraijenbrink, Macro Edizioni

Il Diario della Pratica è ideato per non avere date e quindi può essere utilizzato a partire da qualsiasi momento e anche negli anni successivi. La costanza nella pratica è il punto cruciale per comprendere e vivere appieno i benefici dello Yoga: avere una guida e un riferimento giornaliero è il modo migliore affinché lo Yoga entri nella tua routine quotidiana.

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