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Intervista a Meta Chaya Hirschl, insegnante di yoga e autrice di "Yoga per Tutti"

Meta Chaya Hirschl è un’insegnante di yoga e una divulgatrice appassionata, la cui storia personale è la dimostrazione vibrante del cambiamento e della vitalità che lo yoga può portare in qualsiasi momento della vita.

Meta studia yoga da decenni e lo insegna da quattordici anni, ma prima di aprire il suo centro yoga ad Albuquerque, negli Stati Uniti, ha studiato e lavorato per molti anni e con molto successo in tutt’altro ambito. Si è laureata dapprima in Scienze dell’Alimentazione e poi in Scienze Informatiche, e ha perseguito per molti anni la sua carriera nell’industria alimentare e, successivamente, come consulente informatica e docente universitaria. Lo yoga ha aiutato Meta ad affrontare e superare una grave forma di asma contratta dopo la sua prima gravidanza; questa esperienza e la passione per lo yoga l’hanno condotta, dopo sette anni di formazione come insegnante, ad aprire la sua scuola di yoga e un corso di formazione insegnanti. Meta è un’insegnante autorevole ed estremamente qualificata, ma ciò che più colpisce in lei è la vitalità e la passione con cui insegna e racconta lo yoga come strumento per cambiare la propria vita e aiutare gli altri.

Meta Chaya Hirschl è autrice di un manuale di yoga straordinario, Yoga Per Tutti, che è finalmente disponibile anche in italiano. In occasione dell’uscita italiana del suo libro, abbiamo avuto il piacere di intervistare Meta e conversare con lei su alcuni dei temi che più ci hanno colpito leggendo Yoga Per Tutti.

Intervista a Meta Chaya Hirschl

 [Read the interview in English]

[Le Vie del Dharma]
Il titolo italiano di Vital Yoga è Yoga per Tutti e mi sembra rispecchi il contenuto del libro. Hai semplificato in modo chiaro la storia dello yoga e la sua evoluzione, fornendo esempi concreti su come applicarne i principi fondamentali nella vita quotidiana e hai descritto e illustrato le asana (posture) secondo le possibili differenze di età e condizioni fisiche. La lettura del tuo libro suscita il desiderio e la curiosità di esplorare, sperimentare, approfondire, praticare e un neofita o un principiante ne traggono sicuramente l’impressione che lo yoga gli sia accessibile.
Com’è nato il desiderio di scrivere questo libro e che cosa desideravi trasmettere ai lettori?

[Meta Chaya Hirschl]
Mentre conducevo i corsi di formazione di yoga per insegnanti e durante la meditazione, percepivo molto chiaramente un messaggio. Care Le Vie del Dharma, non so come comunicare esattamente che cosa significa a voi lettori, ma ci proverò.

Nel corso della mia vita ci sono state volte in cui ho ricevuto una direttiva o un messaggio su che cosa avrei dovuto fare. A volte questi messaggi mi arrivano come risultato diretto di una mia richiesta di aiuto, alla ricerca di una guida interiore o esteriore (potremmo dire cosmica). Per esempio, direi di aver quasi sentito una voce dirmi che dovevo insegnare yoga, che non ero guarita dall’asma solo per me stessa, ma che ero guarita anche per aiutare gli altri.

Yoga Per Tutti, di Meta Chaya Hirsch, Macro Edizioni

“Yoga Per Tutti” di Meta Chaya Hirschl, Macro Edizioni

In merito allo scrivere un libro sullo yoga, sinceramente per qualche tempo ho resistito all’idea. Ci sono così tanti libri sullo yoga, perché scriverne un altro? Eppure per insegnare yoga agli insegnanti, raccoglievo e sintetizzavo continuamente materiale sulla storia, sul Sanscrito, sullo yoga terapeutico. Ho sviluppato la cronologia delle filosofie, dei testi e delle figure chiave dello yoga (a pag. 25 di Yoga Per Tutti) per aiutare gli studenti meno ferrati in storia indiana a comprendere le correnti più vaste dello yoga. A un certo punto durante la formazione agli insegnanti mi sono sentita sommersa dalla carta e ho avuto bisogno di radunare il materiale: allora ho percepito che sì, poteva essere di aiuto ad altri. Anche durante la stesura del libro mi fermavo a chiedermi se portare avanti il progetto. Ho continuato ad essere guidata a lavorare sul libro.

Quello che più sinceramente auguro ai miei lettori è che questi insegnamenti li aiutino a gestire lo stress, l’ansia e gli ostacoli nella loro vita, in un modo fondamentalmente gioioso e potenziante. Naturalmente il dolore e la tragedia non sono gioiosi, eppure, mentre ci immergiamo in noi stessi e ci prendiamo profondamente cura del nostro corpo, dei nostri pensieri e del nostro spirito, in qualche modo anche dallo sconforto possiamo risvegliarci un pochino di più a noi stessi e alla sofferenza nel mondo che ci circonda. A livello viscerale possiamo comprendere che sia nel dolore che nell’estasi siamo connessi. Ah, questo è lo yoga: unione, connessione.


[LVdD] – Le posture (asana) sono il terzo fra gli otto rami descritti da Patanjali, eppure noi occidentali spesso identifichiamo la performance fisica con l’essenza dello yoga. Quali sono le opportunità che offre il nostro approccio e quali i ‘rischi’?

[Meta Chaya Hirschl]
Vedere lo yoga solo come una performance fisica è come osservare una splendida meraviglia della natura e notare soltanto che è giorno. Può anche essere che sia giorno, ma quanto altro ci stiamo perdendo!

In qualunque modo arriviamo allo yoga, e molti lo scelgono per motivi fisici, va bene. Praticare le posture offre una tale quantità di benefici che è normale apprezzarle. Molti soffrono di dolori alla schiena, di rigidità alle anche o alle giunture, di tensione alle spalle e al collo. Quando troviamo sollievo da questi dolori, naturalmente ne siamo felici, e felici dovremmo essere. Quello che possiamo notare in aggiunta è una piccola sensazione di appagamento al termine della lezione, quando siamo nella posizione finale di riposo. Il senso di appagamento potrà crescere nel tempo, e noi potremo cercare modi per espandere questo agio mentale. Ecco la grande opportunità dello yoga.


[LVdD] – Cito il tuo libro: “Essenzialmente, la postura perfetta è quella eseguita con consapevolezza ed entusiasmo, e non per corrispondere a un’immagine esteriore”. Le immagini del tuo libro ritraggono te e altri praticanti, ognuno con doti fisiche differenti e, di conseguenza, con variazioni alle asana. Di solito, invece, sui manuali yoga e su Internet sono frequenti le immagini di praticanti quasi acrobatici. Quanto hanno a che fare queste immagini con lo yoga praticato dalle persone nel quotidiano? A tuo avviso, che cosa comunicano? E quale reazione possono suscitare in chi le vede?

[Meta Chaya Hirschl]
Le immagini delle posture in Yoga per Tutti hanno il fine di comunicare che ogni manifestazione di un’asana è uguale e bella. Non è la postura dello yogi più giovane e flessibile ad essere quella ‘più completa’: tutte le posture sono complete. Ecco perché gli yogi appaiono nella stessa foto, non in immagini separate, ma insieme. Sono fermamente convinta che il modo in cui le posture di yoga sono mostrate nei media manda il messaggio che lo yoga sia per donne giovani, flessibili, magre e convenzionalmente belle. Quanto lontano è tutto questo dalla verità! Lo yoga è per tutti e offre beneficio, anzi enormi benefici all’umanità.

Le asana eseguite dai tre modelli di Yoga Per Tutti

“Yoga Per Tutti” di Meta Chaya Hirschl mostra ogni asana eseguita a diverse età e diversi livelli di flessibilità: ognuna di queste posture è corretta e completa!


[LVdD] – Nel caso in cui ad avere dei limiti fisici sia l’insegnante, che cosa deve o può fare per presentare agli allievi una postura nella quale ha difficoltà? Come può trasmetterla al meglio ed essere loro di ispirazione?

[Meta Chaya Hirschl]
La mia raccomandazione è che insegniamo ciò che sappiamo. Tutti possiamo trovare il modo per eseguire una postura con delle modifiche, qualsiasi esse siano. Così un insegnante può mostrare che cosa può fare e poi indicare che ci sono altri modi per eseguire la postura, magari chiedendo ad uno studente di dimostrare le varianti. Conoscere i movimenti opposti di base e sapere come la spina dorsale si allunga e si muove è il fondamento di tutto l’insegnamento.


[LVdD] – Non resisto alla domanda: l’affermazione secondo cui ci sono 8.400.000 asana, di cui solo 84 utili, è curiosa. E le altre 8.399.916?

[Meta Chaya Hirschl]
Gli antichi testi a cui fai riferimento contengono queste affermazioni affascinanti che ci aggrovigliano la mente e ci dànno da pensare. Che cosa sono allora le posture? Perché alcune sono importanti, e quali sono importanti? Lo yoga è essenzialmente la scienza della scoperta di sé e credo che queste affermazioni apparentemente strane abbiano il fine di coinvolgerci nella ricerca. Quali posture sono importanti per noi e perché? Quale postura creiamo noi stessi ogni giorno, probabilmente stando seduti? Quale dovremmo impegnarci ad espandere?

Questa è la mia opinione, ma alcuni testi citano il mito:

“Secondo il Signore Shiva, il numero totale delle asana è 8.400.000. Di queste, tuttavia, solo 84 sono importanti per il bene e la salute dell’uomo.” Sris Chandra Vasu, Gherand Samita: Un Trattato sull’Hatha Yoga (Londra, Inghilterra, Theosophical Publishing House, 1895), pagg. 25-26.


[LVdD] – Nel tuo libro fai spesso riferimento ai modi in cui applicare lo yoga nella vita quotidiana, fuori dal materassino. In qualche modo è inevitabile, perché la pratica ci trasforma, ma quanto difficile e tuttavia importante è farlo con intenzione e consapevolezza?

[Meta Chaya Hirschl]
Lo yoga lavora su di noi, con il nostro intento oppure no e a volte sembra subdolo. Alcuni studenti mi hanno detto di aver notato come hanno smesso di frequentare feste rumorose o di bere, così da poter dormire meglio e praticare con più facilità. Altre volte gli studenti mi hanno detto di cambiamenti nell’alimentazione o in altre abitudini. Più pratichiamo yoga, maggiore è la possibilità di osservare le nostre vite diventare più vigili e determinate. A volte il cambiamento arriva in un improvviso “Wow!” Altre volte è più lento e il percorso è accidentato.

Più riusciamo a prestare attenzione ai nostri pensieri, specialmente i pensieri di violenza verso noi stessi, più la nostra consapevolezza crescerà momento per momento. Ci stupiremmo di quanto tempo passiamo svilendo segretamente noi stessi e le nostre azioni. Eppure, il primo principio dello yoga è la non violenza, e questa inizia con l’uso della nostra mente verso il nostro prezioso Sé.


[LVdD] – Per quale ragione, a tuo avviso, l’80% dei praticanti di yoga in occidente sono donne?

[Meta Chaya Hirschl]
Lo yoga richiede un livello di vulnerabilità e apertura che credo difficile per gli uomini, specialmente quando percepiscono che potrebbero non essere i più flessibili nella sala: la competizione pervade così tanto la nostra cultura. Purtroppo, la flessibilità fisica è diventata inestricabilmente equiparata allo yoga. Così tanti uomini e donne mi dicono “Vorrei tanto praticare yoga ma non sono abbastanza flessibile.” Ma è proprio lo yoga che ci aiuta a diventare flessibili. È un po’ come dire: “Vorrei mangiare, ma ho troppa fame!”


Yoga Per Tutti, di Meta Chaya Hirsch, Macro EdizioniAcquista Yoga Per Tutti, di Meta Chaya Hirschl, Macro Edizioni

Vuoi leggere il libro di Meta? Yoga Per Tutti è una lettura che ci sentiamo di consigliarti senza alcun dubbio. È un volume di grande formato, interamente a colori, corredato da ottime foto, ma soprattutto dai contenuti preziosi – sia per chi già pratica yoga, sia per chi si sta avvicinando ora a questa disciplina.


[LVdD] – I nuovi stili di yoga sembrano proliferare. Sono davvero necessarie tutte le recenti rivisitazioni, a volte ad opera anche di singoli insegnanti? È un fenomeno che si verifica anche in India o è più tipico dell’occidente?

[Meta Chaya Hirschl]
Non posso parlare di ciò che accade in India, ma sì, in occidente sembra abbastanza comune per gli insegnanti creare i propri stili. A volte lo trovo buffo, perché dato che ogni persona è unica, ognuno di noi potrebbe avere il proprio stile di yoga… nessuno è uguale ad un altro, e credo non ci siano assoluti. Quello che funziona per me potrebbe non essere adatto a te. Dobbiamo entrare dentro di noi mentre pratichiamo e sperimentare in profondità le posture, il respiro, i mantra e qualunque cosa stiamo praticando, e osservare la nostra risposta. La nostra risposta può cambiare ogni anno o con ogni respiro: dobbiamo continuare ad osservare! Adesso! Adesso! Adesso!


[LVdD] – Nel tuo libro suggerisci molti esercizi creativi come la scrittura, il disegno, il collage… Nella pratica yogica, qual è il confine tra disciplina e creatività? E in che modo possiamo essere creativi sul tappetino?

[Meta Chaya Hirschl]
Yoga è vita. Quindi come possono esserci limiti o confini? Scalando il Grand Canyon posso cantare un Hanuman Mantra; quando sono impegnata in una riunione di lavoro posso osservare il mio respiro e la mia risposta interiore alle reazioni nella stanza; quando cucino le verdure posso cercare di percepire il prana della melanzana. Ad un certo punto del nostro viaggio è possibile che non percepiamo alcuna distinzione fra lo yoga e la vita. Ed è allora che la vita diventa ancora più bella!

La creatività sul tappetino può essere difficile, ma se stiamo seguendo il nostro respiro e sperimentando con grande precisione il nostro corpo nelle posture, possiamo scoprire tante diverse posizioni. La ragione per cui è difficile è che se ci ritroviamo ‘contusi’ o con qualche tipo di dolore, magari scappiamo dando la colpa allo yoga. In realtà, possiamo praticare con cura e con grande consapevolezza anche se siamo infortunati, e imparare ancora di più. E comunque, potranno esserci momenti in cui allontanarci dal tappetino per qualche tempo è proprio quello che ci serve. Sapremo che cosa fare via via che raffiniamo la nostra capacità di sperimentare il nostro respiro e le nostre sensazioni.


[LVdD] – Ahimsa (non-violenza): quanto è importante essere non-violenti verso se stessi nella pratica?

[Meta Chaya Hirschl]
Ahimsa è la prima regola dello yoga ed è il fondamento di tutto a livello fisico, emotivo, mentale e spirituale, di tutti i kosha (‘corpi’, ‘involucri’). Continuiamo a praticare ascoltando i nostri pensieri. I nostri pensieri sono gentili e amorevoli? Possiamo essere onesti pensando: “Questa postura è difficile e sto praticando con grande intensità e intensa energia” senza però dire: “Perché non posso farlo meglio? Perché fallisco sempre? Perché sono tutti migliori di me?” Possiamo decisamente scegliere su quali pensieri focalizzarci.

Dobbiamo essere molto attenti alla violenza verso noi stessi e da parte degli altri nella stanza.


[LVdD] – A proposito di Ahimsa affermi che gli studiosi discutono se sia o meno alla base del vegetarianesimo. Il vegetarianesimo non è obbligatorio per chi pratica yoga, ma molti yogi sono vegetariani. Qual è la tua opinione in merito, se desideri condividerla? Come operare una scelta alimentare sincera, non autoimposta e consapevole?

[Meta Chaya Hirschl]
Che domanda ben ponderata. Si, secondo me fare scelte alimentari oneste, consapevoli e non autoimposte è la chiave. Rispetto le scelte che altri yogi fanno e spero che tutti, in quanto abitanti di questo pianeta, impariamo a fare scelte sostenibili e a sostegno del pianeta.

Personalmente, mi sono trasformata molto nel corso degli anni e questa è una ragione per cui non giudico gli altri sul loro cammino. Il mio cammino è in continuo cambiamento.

Ho l’onore di ospitare alcune galline nel cortile sul retro di casa mia, e mi piace davvero tanto mangiare le loro uova. Sono animali così adorabili, e a proposito, hanno una tale personalità! Per esempio, Dreamsicle: quando la poso a terra torna verso di me e mi mette la zampetta sul piede perché vuole che la riprenda in braccio. Non potrei immaginare di mangiare pollo in questa fase della mia vita.

Una persona di famiglia che amo molto mi ha chiesto quanto vivono le galline. Non sono riuscita a trattenermi dal dire: “Beh, le galline che mangi tu probabilmente hanno vissuto circa 3 mesi, senza luce naturale, mai al buio, allo stretto, in orrende condizioni e imbottite di prodotti chimici. Le mie galline hanno avuto vite di durata diversa, alcune sono state vittime di malattie, di procioni e cani. La più vecchia ha 8 anni e fa ancora le uova.


[LVdD] – A un principiante assoluto viene regalato il tuo libro. Ne rimane folgorato ma non ci sono scuole di yoga nella sua città. Quali suggerimenti le/gli daresti per sperimentare in maniera progressiva e sicura le asana e le meditazioni che hai descritto?

[Meta Chaya Hirschl]
Direi al nostro principiante che stabilire un’intenzione, un sankalpa, prima di ogni pratica è di grande importanza. Perché stai praticando? Che cosa ti porta a questo momento? E oltre all’intenzione personale, suggerirei di aggiungere l’intenzione di fare del respiro e dell’ascolto del corpo l’obiettivo primario. E poi divertiti! Sperimenta e osserva che cosa senti. Leggi il libro con interesse e curiosità, nello stesso modo in cui pratichi yoga. Potresti anche pensare di seguire un corso online (ne offro diversi sulla piattaforma di e-learning udemy.com), oppure di rivolgerti a insegnanti eccezionali come Esther Ekhart di ekhartyoga.com, su Internet. Quando pratichi con sincerità, intenzione, e segui il respiro, l’insegnante apparirà dentro o fuori di te.


[LVdD] – Prima di diventare insegnante di yoga, hai avuto numerose esperienze professionali, in ambiti diversi e sempre impegnativi. Quando hai capito di voler dare una svolta alla tua vita e dedicarti all’insegnamento dello yoga come professione, ti sei chiesta se non fosse troppo tardi per un simile cambiamento? Quale forte motivazione ti ha sorretto?

[Meta Chaya Hirschl]
Troppo tardi per un cambiamento? Perché? Tutto ciò che esiste è cambiamento! Nella mia modesta opinione, pensare che in qualche modo siamo in ritardo, è un equivoco dei nostri tempi.

Probabilmente la cosa più utile da ricordare, per quanto inappropriato possa sembrare nella nostra cultura attuale orientata alla gioventù, è che molto sicuramente finiremo per morire; semplicemente, non sappiamo quando. Questa non è una cattiva notizia: è la verità.

Quindi, sapendo che abbiamo un tempo limitato, perché non fare ciò che ci appassiona? Perché non prendere i respiri che abbiamo, divertirci e fare quante più sperimentazioni possiamo? Che cosa abbiamo da perdere? Sentirci imbarazzati? Chi non è imbarazzato? Di che cosa abbiamo paura? Una volta che affrontiamo la finitezza della nostra vita, possiamo essere liberi di essere ciò che realmente siamo. E lo yoga è un modo assolutamente eccellente per scoprire la nostra verità. Non è l’unico modo, ma è un modo che posso raccomandare con tutto il cuore.

[LVdD] – Quale consiglio daresti a chi si ritiene ormai troppo maturo, o troppo legato alla propria vita professionale, per fare questo passo?

[Meta Chaya Hirschl]
Possiamo chiedere a noi stessi: “A che cosa sono legato? Qual è la cosa peggiore che potrebbe succedere?” Se lasciare il lavoro ti fa troppa paura, non lasciarlo. Se continuare a fare quel lavoro ti sembra un lungo e noioso inferno, allora, fai un lungo e profondo respiro yogico, sorridi e SALTA!


Yoga Per Tutti, di Meta Chaya Hirsch, Macro EdizioniYoga Per Tutti, di Meta Chaya Hirschl, Macro Edizioni

Meta Chaya Hirschl è l’autrice di Yoga Per Tutti, da maggio 2016 disponibile anche in italiano per Macro Edizioni. È un manuale di yoga completo e corredato da ottime immagini, che non solo descrive la pratica fisica delle asana per praticanti di ogni età e livello di esperienza, ma introduce con competenza e chiarezza il sistema filosofico e la storia dello yoga, concetti di Yoga Terapia, propone un metodo di insegnamento e mostra come lo yoga può essere portato dal tappetino a ogni aspetto della nostra vita.
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