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Indra Devi - i maestri yoga contemporani

Indra Devi è una delle figure femminili più famose, affascinanti e amate dello Yoga contemporaneo. Ella ha avuto il merito di diffondere con grande passione, impegno e allegria la conoscenza e la pratica di questa disciplina in varie parti del mondo, fino alla fine della sua vita lunga e avventurosa.

L’infanzia, il teatro, e poi l’incontro con l’India

Indra Devi nacque il 12 maggio 1899 a Riga, allora facente parte dell’Impero Russo. Suo padre, Vasily Peterson, era un direttore di banca e sua madre, Alexandra Vasilyevna, un’attrice di teatro. In realtà Vasily e Alexandra diedero alla loro figlia il nome di Eugenie e, solo vari anni più tardi, quest’ultima avrebbe scelto di essere chiamata Indra Devi. Quando, dopo la Rivoluzione d’Ottobre, cominciò la guerra civile, Eugenie e sua madre lasciarono il loro Paese e, dopo aver abitato in altre parti d’Europa, nel 1921 si stabilirono a Berlino, dove Eugenie, che aveva già studiato arte drammatica a Mosca, diventò attrice e ballerina. Il suo interesse per l’India cominciò quando aveva quindici anni, quando lesse un libro del grande poeta indiano Rabindranath Tagore, e poi anche alcuni libri sullo Yoga. Nel 1927 riuscì finalmente a imbarcarsi per l’India, dove visse per dodici anni, prima come turista, poi come moglie del diplomatico cecoslovacco Jan Strakaty, e infine come yogini. Durante i primi anni del suo soggiorno in India, e appunto col nome d’arte di Indra Devi, recitò in alcuni film indiani e conobbe il Mahatma Gandhi, il Pandit Nehru e altri che allora lottavano per l’indipendenza dell’India dall’Impero Britannico. Grazie al marito, incontrò anche il Maragià di Mysore, il quale aveva nel frattempo creato una Yoga shala nei giardini del suo palazzo per il grande Maestro Krishnamacharya. Quest’ultimo aveva già tra i suoi allievi due persone che sarebbero diventate anch’esse importanti figure dello Yoga contemporaneo: B.K.S. Iyengar e K. Pattabhi Jois.

Indra Devi e Krishnamacharya

Un’anziana Indra Devi visita
il maestro Krishnamacharya in occasione
del suo 100° compleanno

L’incontro con Krishnamacharya

Poichè era molto interessata allo Yoga, Indra Devi chiese a Krishnamacharya di poter frequentare una sua lezione. Quest’ultimo sulle prime rifiutò perchè la richiesta proveniva da una donna, e per giunta occidentale. Effettivamente, a quel tempo (era il 1937) le lezioni del Maestro erano frequentate solo da uomini, tutti indiani. Indra Devi avrebbe poi raccontato che in quell’occasione non si diede per vinta e che “quest’uomo poteva certamente fare miracoli, come fermare il suo cuore per qualche minuto o spegnere e accendere la luce a distanza, ma non riuscì a sbarazzarsi di me”. Grazie anche ad una buona parola spesa in suo favore dal Maragià, Indra Devi potè praticare lo Yoga sotto la guida di Krishnamacharya, anche se dovette adeguarsi ad una disciplina ferrea, esattamente come i suoi colleghi maschi. Convinto dalla tenacia della sua allieva, Krishnamacharya la tenne presso di sé per un anno, insegnandole anche varie tecniche di respirazione che allora erano accessibili solo a pochi, chiedendole di annotarle per iscritto. Quando poi apprese da lei che si sarebbe dovuta trasferire in Cina col marito, il Maestro le disse che là lei avrebbe certamente insegnato lo Yoga perché era perfettamente in grado di farlo. Fu allora che Indra Devi si rese anche conto del fatto che i gioielli e i bei vestiti che le erano sempre piaciuti non le interessavano più e decise che, da quel momento in poi, il suo abito sarebbe stato un semplice sari.

L’insegnamento e la diffusione dello Yoga nel mondo

Una volta giunta a Shanghai, Indra Devi esaudì il desiderio di Krishnamacharya e cominciò a insegnare lo Yoga in Cina. Per un certo periodo di tempo, nonostante suo marito fosse totalmente contrario al fatto che facesse lezione, ella insegnò regolarmente a un numero considerevole di persone in una stanza messa a sua disposizione dalla moglie del leader nazionalista Chiang Kai Shek, sua grande sostenitrice e allieva.

Indra Devi in California nel 1950

Indra Devi nel 1950 mostra come praticare Gomukhasana
all’attrice hollywoodiana Gloria Swanson.

Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, tornò in India per perfezionarsi nello Yoga sui monti dell’Himalaya, dove scrisse anche il suo primo libro dal titolo “Yoga, la tecnica per ottenere salute e felicità”. Questo fu il primo libro sullo Yoga scritto da una persona occidentale ad essere pubblicato in India, e Indra Devi divenne nota anche per essere la prima occidentale a insegnare lo Yoga in India. Nel frattempo, suo marito era stato richiamato in Cecoslovacchia, dove morì nel 1946. Ella rientrò quindi a Shanghai per raccogliere i loro averi, poi si imbarcò per gli Stati Uniti, arrivando a Hollywood. Sempre guidata dall’intenzione di diffondere lo Yoga, ella si rivolse a celebrità cinematografiche del calibro di Gloria Swanson e Robert Ryan, essendo ben consapevole del fatto che “la maggior parte delle persone adora copiare ciò che fanno i loro idoli”. Fu così che sviluppò gradualmente uno stile di yoga adatto alle esigenze di un pubblico occidentale, nello stesso tempo restando fedele ai fondamenti dello Yoga classico di Patanjali (nelle sue stesse parole: Lo Yoga è un’arte e una scienza di vita. Yoga significa unione, in tutte le sue accezioni e dimensioni. Per mezzo di una serie di esercizi fisici e mentali possiamo imparare a mantenerci sani, agili, ricettivi e migliorare la nostra percezione del mondo esteriore per sentirci in completa armonia con una migliore qualità di vita ed equilibrio spirituale). Varie stelle hollywoodiane trovarono molto utili le tecniche yogiche di respirazione e rilassamento da lei insegnate.

Nel 1953, Indra Devi sposò un famoso medico, Sigfried Knauer, e un paio di anni dopo ottenne la cittadinanza americana, adottando ufficialmente lo pseudonimo che utilizzava già da alcuni anni. Contrariamente al suo primo marito, il Dr. Knauer, che preferiva la medicina preventiva agli antibiotici, l’avrebbe aiutata e sostenuta nella sua attività di ulteriore diffusione dello Yoga. Egli acquistò per lei una proprietà di ventiquattro stanze in Messico, per farne un centro internazionale per la formazione di insegnanti di Yoga.

Nel 1960, cioè circa quarant’anni dopo aver lasciato il suo Paese, Indra Devi si recò a Mosca, dove l’Ambasciatore indiano aveva organizzato per lei un ricevimento allo scopo di farla incontrare con alcuni leader sovietici come il Premier Kosygin, il Ministro degli Esteri Gromyko, e il Presidente del Soviet Supremo, Mikoyan. In quell’occasione, su invito dell’Ambasciatore indiano, Indra Devi parlò loro dei benefici dello Yoga come “arte e scienza di vita”, e ciò avrebbe poi contribuito alla successiva legalizzazione dello Yoga in Unione Sovietica.

Nel 1966, Indra Devi rimase talmente affascinata dagli insegnamenti del guru Satya Sai Baba che li incorporò nello Yoga di Krishnamacharya, creando così una nuova forma di Yoga che chiamò “Sai Yoga”. Quest’ultimo consiste nell’integrare una dimensione contemplativa e meditativa nell’esecuzione degli asana.

Nel 1977, la fama di Indra Devi si era diffusa a tal punto che il governo del Salvador la invitò a introdurre lo Yoga nelle sue scuole. È importante sottolineare che questa fu la prima volta in cui il governo di uno Stato comprese il grande contributo che lo Yoga può portare a una formazione completa dei giovani.

Nello stesso anno morì il suo secondo marito, insieme al quale si era nel frattempo trasferita in India. Anche se in seguito a quell’evento avrebbe forse preferito fermarsi in quel Paese, decise di continuare la sua missione di diffusione dello Yoga nel mondo, e fu così che nel 1982 si recò in Argentina per tenere un ciclo di conferenze e lezioni; dopo una sola apparizione in televisione, la sua popolarità esplose in tutto il Paese. Tre anni più tardi, decise di stabilirsi in Argentina e creare un sistema per diffondere lo yoga in America Latina. Facendo base a Buenos Aires, cominciò così un’intensa attività di diffusione dello yoga in quella regione del mondo tenendo conferenze e seminari in varie città di Argentina, Brasile, Chile, Messico, Paraguay e Uruguay, senza però trascurare i viaggi in Europa e in India, e continuando a pubblicare vari libri. In seguito avrebbe partecipato anche a iniziative volte a promuovere la pace nel mondo (ad es., in Medio Oriente).

Nel giugno del 1988, insieme a Iana e David Lifar (i suoi più stretti discepoli in Argentina), Indra Devi creò la “Fondazione Indra Devi, Yoga, Arte e Scienza di Vita”, dedicata all’insegnamento e alla diffusione dei metodi di Yoga da lei creati. Qualche anno dopo, insieme al Dr. Lifar, cominciò anche a tenere lezioni di Yoga nelle carceri maschili e femminili di Buenos Aires, cosa che aggiunse una direzione ulteriore alla diffusione di questa disciplina.

Indra DeviL’8 marzo del 1999, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, Indra Devi ricevette un riconoscimento pubblico per essere “un vero esempio di vita”. In Argentina la sua popolarità non riguardava solo lo Yoga, ma la sua persona in quanto tale, al punto da essere considerata dalla gente come un vero e proprio “tesoro nazionale”. Il 12 maggio di quell’anno, i suoi cent’anni vennero festeggiati con un grande evento pubblico a cui parteciparono oltre tremila persone.

A partire dal 2001, Indra Devi ridusse gradualmente la sua attività pubblica, anche se continuò comunque il suo “compito” quasi fino all’età di 103 anni. Ella lasciò il corpo fisico il 25 aprile del 2002, dopo aver lei stessa ampiamente praticato ciò che insegnava ad altri, senza l’intenzione di generare dipendenza ma, al contrario, risvegliare le forze nascoste in ciascuno dei suoi allievi. Si dice che avesse il grande dono di arrivare al cuore della gente e riuscire a far cambiare idea anche ai più scettici; il calore della sua presenza e il suo senso dell’umorismo facevano sì che anche i suoi più ostinati detrattori alla fine le cedessero. Una delle frasi pronunciate da Indra Devi sottolinea proprio che “vale la pena ridere”: “shanti” significa pace, ma pace con allegria. Non credo nella pace delle persone che hanno la faccia triste”.

I suoi discepoli amano ricordarla per queste sue parole:

È fondamentale imparare a godere il “qui ed ora”, senza preoccuparsi per ciò che è già successo o potrebbe succedere, e invece immergerci e gioire vivendo pienamente l’eterno presente”.

L’eredità spirituale di Indra Devi continua a vivere grazie al lavoro tuttora svolto dalla “Fondazione” a Buenos Aires.

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