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Il Sanscrito, di Colette Poggi, recensione

Il Sanscrito – una lingua per il pensiero del mondo, Colette Poggi, Edizioni Mediterranee →

Andiamo all’âgama

Ecco appunto. Non abbiamo capito questo titoletto, vero? Con questo libro in mano, basta andare nel Glossario (da p. 248), cercare la parola misteriosa e scoprire che vuol dire origine, tradizione”. Dunque ecco svelato l’arcano: tornare all’origine di tutto. Credo che un libro come questo dovrebbe trovare posto nella biblioteca di ogni insegnante di yoga scrupoloso, che nella sua professione utilizza quotidianamente la lingua sanscrita e si dovrebbe preoccupare di conoscere almeno un po’ il significato delle parole che pronuncia, proprio come farebbe nel caso della lingua inglese. Ma non solo: è anche un libro per gli allievi/e, per gli studiosi dello yoga e/o di religione, e per i linguisti.

Sanscrito fin dalla copertina

I miei complimenti per la scelta del carattere tipografico, latino ma simil-sanscrito, con cui sono scritte tutte le parole della copertina (perfino il nome dell’editore!). Il libro è veramente bello a vedersi, anche per il formato quadrotto. Ma entriamo nelle pagine, nel corso delle quali l’autrice ha:

“[…] cercato di mostrare come il sanscrito permetta di accostarsi a una diversa comprensione dell’uomo […] espressa in un linguaggio animato da ritmi, immagini e intuizioni folgoranti. Esso ebbe senza dubbio un ruolo fondatore per la cultura indiana. Per noi oggi costituisce una sorta di soglia, nell’universo della conoscenza, che dà accesso a un mondo fuori dell’ordinario: […] per la profondità dello sguardo portato sulla vita […] per la sua presenza, ancora oggi, nel cuore delle pratiche, delle riflessioni, delle creazioni letterarie, religiose, filosofiche […]”, p. 236.


sanscritoIl Sanscrito, di Colette Poggi, Edizioni Mediterranee

Imparare il sanscrito: con questo libro puoi! Per comprendere l’origine e la pronuncia dei nomi delle asana, dei mantra e di tanta parte della pratica dello yoga, ma non solo: il sanscrito è una lingua per pensare il mondo, formata da parole sacre, parole di conoscenza. Questo libro introduce ai tesori di una delle più feconde civiltà del mondo attraverso la sua lingua, ci accompagna in una terra incognita tenendoci per mano.


Sanscrito e italiano

Questo libro non è un dizionario. Il libro tenta – e riesce – una storia di una lingua rimasta quasi sconosciuta in Occidente fino al XIX secolo, partendo dai suoi inizi: la parola originaria, samskrta, vuol dire ben costruito, consacrato, profondamente elaborato, p. 15.

Il sanscrito è vicino alle nostre lingue contemporanee – appartiene infatti alla stessa famiglia indoeuropea – e vi troviamo sorprendenti corrispondenze. Solo come esempio: rito, arte, armonia, articolare, armadio, ruota derivano dalla radice verbale Ŗ (pronuncia ri) che significa muoversi, partecipare a, raggiungere. Le parole sanscrite che provengono dalla stessa radice (rta, l’ordine cosmico; ratha, il carro) hanno anche loro a che fare col movimento, con un’idea di centro e di periferia (la parola “ruota” derivante da ratha). Questi sono solo esempi, su cui altri dizionari non sono concordi (p. 21), ma non vi sembra, pronunciando la lettera r, rrrrrrrrrr, di veder girare una ruota o scorrere qualcosa?

“Osando un’incursione nel sanscrito, il lettore occidentale è ricondotto alla frequentazione della sua propria lingua, delle sue stesse origini, poiché il sanscrito fa parte delle più antiche lingue indoeuropee”, p. 25. “Significa confrontarsi con la straordinaria ricchezza di un modo di pensare che può disorientare, riflesso di mondi antichi, e soprattutto di un mondo incantato, in contrasto con la visione del nostro mondo di oggi”, p. 26.

Il sanscrito, lingua degli dèi

I Veda sono i più antichi testi sanscriti oggi conosciuti (risalenti al 1800/1500 a.C. o forse anche prima); ma per gli indù il sanscrito esiste fin dall’eternità ed è considerato daivi vak, lingua degli dèi”. Secondo la tradizione, i Veda non furono composti dagli uomini, ma solo ascoltati dai veggenti, che li trasmisero oralmente per secoli. Ancora oggi si dice di ascoltare e ripetere i mantra, come per assumerli nella memoria “per infusione”, come il tè.

In questo libro sono stata molto contenta di trovare i mantra fondamentali finalmente spiegati e anche raffigurati: a p. 176 c’è la foto di un manoscritto con abbinati mantra e yantra; nella stessa pagina è elencato il famoso tu sei quello (tat tvam asi) e lo stra-famoso so’ham (io sono Luiprincipio spirituale); e tutti i mantra sono presenti anche con la loro grafia sanscrita, bellissima. Ancora un disegno, dall’aria misteriosa e con armonia stupenda, accompagna a pag. 174 la storia del mantra del Sole, la Gayatri (o Triplice Canto). Il Gayatri Mantra è molto famoso, conosciuto e recitato in tutto il mondo e in tutte le scuole di yoga; basterebbero le pagine dedicate alla spiegazione di ognuna delle parole che lo compongono per voler avere questo libro.

Anche al mantra Om (chiamato pranava, “celebrazione, lode”) sono dedicate molte pagine, con precisazioni sul suo simbolismo nello Shivaismo kashmiro, negli Yoga Sutra, nel Tantra e nelle Upanishad (pp. 170 ss.).

Il Glossario, la Bibliografia e l’Appendice del libro di Colette Poggi ci fanno capire come nel sanscrito le lettere non siano solo lettere e il loro significato vada al di là del suono: i 50 fonemi sono associati ad altrettante categorie della realtà, elencate alle pp. 238-239.

Il libro è ricco di immagini (100 illustrazioni, recita la quarta di copertina), foto e schemi che lo arricchiscono e ne aiutano la lettura e la comprensione. È il caso della cronologia (benché sommaria, come c’è scritto) della scrittura, con accanto la foto dei fondamentali Editti di Aśoka, incisi su pietra: veramente emozionante vederli qui, dopo averne sentito tanto parlare quando studiavo!

Forever young…

“Al termine di questo libro, ci sia permesso di invocare l’Energia ignea della parola, condensata nel mantra Om, formato […] dalla o, fluida, e dalla m, irradiazione del fuoco, così da rendere omaggio al vigore di una lingua dall’eterna giovinezza”, p. 237.

1 risposta a questo articolo
  1. Buonasera,

    vorrei sapere se attraverso questo libro è possibile apprendere il sanscrito e se ci sono italiani che insegnano la lingua.

    Grazie mille, Cari saluti
    Samanta Orsini

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