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Il Potere dell'Ashtanga Yoga, di Kino MacGregor - recensione

Il Potere dell’Ashtanga Yoga, di Kino MacGregor, Macro Edizioni

Kino MacGregor è un’insegnante di yoga tra le più conosciute a livello internazionale; è stata allieva di Pattabhi Jois, il maestro che ha codificato la pratica dell’Ashtanga Yoga così come lo conosciamo oggi in Occidente, e una pioniera dei video corsi di yoga online – ha contribuito a creare OMstars, una piattaforma su cui guardare in streaming lezioni di yoga, meditazione e altre discipline affini, tenute da vari insegnanti di diverso stile e formazione – una sorta di Netflix dello yoga.

È proprio guardando i suoi video online che ho conosciuto Kino MacGregor e sfido chiunque a non rimanere colpito dalla fluidità dei suoi movimenti, la cui grazia ha qualcosa di solenne – colpito e magari anche un po’ interdetto, perché le posizioni e le transizioni delle sequenze di Ashtanga Yoga sono impegnative e possono sembrare troppo avanzate rispetto allo yoga che siamo abituati a praticare, difficili, quasi da contorsionisti (per sapere di più sulle sei serie dell’Ashtanga Yoga, leggi questo articolo di approfondimento).

Ma se osserviamo bene Kino MacGregor mentre esegue la prima serie, possiamo fare già un primo passo per abbandonare eventuali visioni riduttive e stereotipate di questo stile di yoga. MacGregor è una yogini esperta, forte, agile e flessibile, ma a ben vedere il suo tipo fisico è molto lontano dallo stereotipo del praticante di Ashtanga “atletico e longilineo come nello spot di un centro fitness”: ha spalle e busto minuti, fianchi e cosce più morbidi. Ma non ci vogliono spalle e braccia fortissime per fare Ashtanga? Non è proprio questo che la rende una pratica “da maschi”? No, sono luoghi comuni: lo yoga è per tutti, ed è così in tutte le sue scuole e tradizioni. Praticare Ashtanga Yoga può essere una sfida, ma non stiamo parlando un’attività ginnica, bensì di yoga. Lo yoga mette sempre alla prova chi lo pratica, indipendentemente dallo stile di riferimento, perché ci porta sempre a riflettere sui nostri limiti, a migliorare la nostra capacità di ascolto e attenzione, a intraprendere un viaggio alla scoperta del nostro essere più vero. È una sfida che tutti possiamo cogliere, perché non ci fa misurare con un modello esterno di successo o perfezione, ma con qualcosa di più profondo, che riguarda solo noi stessi, perfettamente commisurato al nostro Sé.

Quindi anche l’Ashtanga Yoga, che ha alle spalle una tradizione molto rigorosa, quasi ascetica, può essere accessibile a tutti? Sì, se è affrontato con il giusto spirito e conoscendo bene non solo la tecnica, ma anche la filosofia di questa disciplina.

Kino MacGregor è anche autrice di tre libri: Il Potere dell’Ashtanga Yoga è il primo volume che ha scritto, il punto di partenza ideale, e finalmente è disponibile anche in italiano. Poterlo leggere nella propria lingua e in una edizione italiana bella e curata farà la felicità di tante/i yogini e yogi che amano l’Ashtanga.

Vuoi sapere di più sull’Ashtanga Yoga? Inizia da questo libro

È un libro molto completo, che illustra l’intera prima serie dell’Ashtanga con ottime foto a colori e spiegazioni molto dettagliate, tecnicamente ineccepibili, ma anche molto chiare e comprensibili. Non è però un semplice manuale di istruzioni per eseguire correttamente le asana, i vinyasa (ovvero le sequenze di movimenti e transizioni con con cui ci si muove da un’asana all’altra), i salti, i bandha, le drishti, i mantra di apertura e chiusura: Il Potere dell’Ashtanga Yoga è un libro dalle molte dimensioni, proprio come la disciplina che racconta. Fin dall’introduzione, in cui l’autrice racconta con senso dell’umorismo il suo incontro con lo yoga, MacGregor mette subito in chiaro una cosa: lo yoga non è una pratica ginnica, ma un viaggio profondamente spirituale verso la conoscenza di sé, compiuto all’interno di una tradizione dal lignaggio antico.

“Sebbene gli effetti benefici sul piano spirituale siano centrali in questo antico cammino, ciò che richiama la maggior parte degli studenti è la sua componente fisica. Sicuramente la pratica dello yoga porta ad una salute migliore, a meno stress, e a una mente più serena, più quieta. Ma anche se può essere una tentazione vedere lo yoga semplicemente come un’altra routine di esercizi fisici, i suoi reali benefici curativi provengono dal suo approccio integrato di lavoro con il corpo e con la mente.”

“So, per mia esperienza e per quella dei miei studenti, che una pratica regolare, quotidiana, conduce a una pace autentica e duratura. Si tratta di un cammino illuminato dalla fiaccola della propria coscienza, protetto da un lignaggio di maestri che ha inizio con i saggi dello storico passato dell’India e culmina con i milioni di persone che praticano yoga oggi. […] La vera magia dello yoga non sta in particolari, specifici movimenti, ma nella sua universale capacità di trasformare le vite dei suoi praticanti – inclusi voi.”

L’intera prima parte del libro è dedicata proprio alla teoria, storia e tradizione dell’Ashtanga Yoga, a partire dall’antico lignaggio spirituale da cui deriva il metodo moderno. In queste pagine l’autrice si sofferma a spiegare il cuore del metodo dell’Ashtanga Yoga (il respiro, la posizione, lo sguardo) e soprattutto la dimensione spirituale della pratica delle asana, tutto quanto va oltre il sapersi piegare con flessibilità o sollevare con forza.

Il quarto capitolo, intitolato “Il viaggio spirituale delle asana: lo yoga oltre i piegamenti”, è forse il più interessante dell’intero libro e può fornire “cibo per la mente” di qualunque lettore: per chi ha iniziato ora ad avvicinarsi con curiosità allo yoga e vuole scoprirne la filosofia; per chi già pratica e ama lo yoga; per chi dovesse nutrire un certo pregiudizio verso l’Ashtanga come “yoga meramente ginnico” (leggere Il Potere dell’Ashtanga Yoga può dissipare ogni vostro pensiero giudicante!); e anche per coloro che vedono lo yoga come una ginnastica efficace, per sudare e tenersi in forma, ma che un po’ alla volta stanno iniziando a riconoscerne anche gli effetti “sottili”.

“Il corpo e la mente sono due aspetti di ogni spirito umano. I praticanti yoga mantengono un corpo sano allo stesso modo in cui monaci spazzano i pavimenti del tempio: per fornire allo spirito uno spazio pulito e chiaro in cui vivere. È un errore pensare che lo scopo delle asana sia solo di diventare forti e flessibili. Certo, praticando yoga otterrete un corpo forte e flessibile. Ma se vi concentrate esclusivamente sulla forma flessuosa che volete ottenere, vi perderete l’autentico dono dello yoga: la pace interiore radicata nella continua consapevolezza della vostra vera identità come essere spirituale. La trasformazione fisica che si ottiene attraverso lo yoga non è il risultato di mirate tecniche di tonificazione; essa ha luogo invece quando dissolviamo e andiamo oltre degli schemi psicologici ed emozionali profondamente consolidati: il corpo cambia quando la mente evolve.”

Nella seconda parte del libro Kino MacGregor si addentra nella pratica della prima serie dell’Ashtanga Yoga: si inizia con Surya Namaskara, il saluto al sole, per passare poi alle posizioni in piedi, alle posizioni sedute, i piegamenti all’indietro e le posizioni conclusive.

Ogni posizione della sequenza è spiegata in modo accurato e dettagliato, descrivendo ogni movimento e il ruolo giocato nell’esecuzione da ogni parte del corpo, ogni muscolo, ogni articolazione e naturalmente il respiro, l’attenzione, l’atteggiamento della mente e dello spirito con cui porsi nei confronti della pratica. MacGregor dimostra le asana in foto a colori di grande formato, talmente perfette da poter mettere soggezione – ma resistete alla tentazione di darvi per vinti: lo spirito del libro non è proporre un modello di esecuzione “perfetta” dello yoga, men che meno allontanare chi non si sente “all’altezza”, ma guidare ogni lettore a comprendere l’essenza dell’asana e a praticarla in base alle proprie capacità, migliorando gradualmente (e volta inavvertitamente) man mano che procede nel suo viaggio nello yoga.

Infine, un capitolo breve, ma preziosissimo è dedicato ad approfondire il concetto di forza nello yoga; in queste pagina MacGregor mostra anche il ruolo e l’esecuzione dei bandha, come saltare da una posizione all’altra e come la forza della parte superiore del corpo deve essere sostenuta da una base solida.

Cosa significa dunque “forza” nello yoga? “Una delle grandi lezioni che ogni stanco viaggiatore sul cammino spirituale dello yoga deve apprendere è la lezione della forza” scrive Mac Gregor.

“Nell’Ashtanga Yoga la forza non è misurata semplicemente sulla forza bruta o sulle prodezze fisiche. Al contrario, la presenza e il potere richiesti dall’intera pratica dello yoga coltiva una qualità di forza d’animo interiore che può essere descritta solo come realizzazione spirituale.”

La forza dello yoga, dunque, è prima di tutto una questione di presenza, intenzione, ascolto di sé e stabilizzazione della mente: “la forza nello yoga è una integrazione della totalità del corpo, della mente e dell’anima in un modo che ci permette l’accesso a qualcosa di molto più grande di una singola parte”.

Nel paragrafo “La forza quieta del corpo di una donna” Kino Mac Gregor mette in discussione e spazza via un altro diffuso pre-giudizio di genere che vuole gli uomini potenti e non flessibili, le donne flessibili ma non forti. Cito direttamente le sue parole, che sono certa risuoneranno con l’esperienza di tante donne che praticano yoga:

“Nello yoga esiste uno scorretto assunto che tutti gli uomini possano eseguire senza sforzo posizioni che sfidano la gravità, e che tutte le donne possano sgusciare in posizioni che sarebbero invidiate da un contorsionista. Mentre la mentalità di studenti e insegnanti spesso perpetua alcuni ruoli tradizionali di genere, la realtà ci racconta una storia diversa.  […] Una delle principali lezioni dello yoga è che non vi sono standard universali per il corpo, e che tutti i corpi, i generi, le razze e le età possono padroneggiare e beneficiare di questa antica pratica. […]

Ho incominciato tredici anni fa come la ragazza rispondente allo stereotipo della flessibilità senza forza. In preda a riverente timore dei misteriosi lift-up e di tutte le posizioni in equilibrio sulle braccia, sulla testa e dei vinyasa, guardavo criticamente il mio sedere ben imbottito, le mie braccia piccole e la mia struttura minuta, incolpando le mie fattezze e il mio genere per ciò che non riuscivo a fare con facilità. Gli insegnanti occidentali maschi dicevano semplicemente di lasciar perdere, e che non si aspettavano che le donne avessero la stessa forza degli uomini. I libri di anatomia, basati sul movimento, con salde basi scientifiche affermano che il corpo della donna ha il centro di gravità più basso e perciò funziona secondo regole differenti, qualificando le donne come il genere più debole fisicamente. La scienza, gli stereotipi e le opinioni creavano un limite artificiale, perciò decisi di andare più a fondo. […] L’insegnamento fondamentale dello yoga è l’unificazione degli estremi, e in questa luce, è giusto che anche agli uomini e alle donne venga richiesto di avvicinarsi a un equilibrio tra forza e flessibilità. Quando io cercai di fare esperienza di questo equilibrio nel mio stesso corpo, sono stata spinta al limite del mio potenziale fisico, emozionale e spirituale.”

Concludono il libro tre appendici molto utili, in particolare le prime due: l’Appendice A riposta i mantra di apertura e chiusura della pratica, in sanscrito e in traduzione italiana, l’Appendice B riepiloga la corretta successione di inspirazioni ed espirazioni nei vinyasa.

Il Potere dell’Ashtanga Yoga è un’ottima lettura che mi sentirei di consigliare soprattutto a chi già pratica e ama lo yoga, a qualsiasi livello. Chi fa Ashtanga, troverà ottimi consigli e la motivazione per continuare a perfezionarsi. Chi pratica altri stili, ma è incuriosito da questo yoga dinamico, pieno di grazia e profondamente spirituale troverà un ottimo punto di partenza per comprendere meglio l’Ashtanga Yoga, raccontato da MacGregor con grande competenza e rispetto dell’antico lignaggio dello yoga. E tutti, penso, troveranno qualcosa di sé nel racconto dell’esperienza personale dell’autrice: dal suo incontro con lo yoga e i primi passi, con tutte le difficoltà del caso, fino al rendersi conto del potere dello yoga come percorso di crescita personale e di trasformazione spirituale.

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