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Il Libro Completo delle Tecniche Yoga, recensione

Il Libro Completo delle Tecniche Yoga, Alberto Stipo, Magnanelli Edizioni

Se si riesce a superare l’impatto della copertina – veramente brutta, lasciatemelo dire – si scopre all’interno un libro utilissimo, ben scritto, fruibile.
Il Libro Completo delle Tecniche Yoga presenta un’ottima suddivisione, che permette di rintracciare immediatamente l’argomento: pranayama, mudra, mantra, asana divisi per tipologia: seduti, supini, proni, in ginocchio, capovolti…
Il libro si apre con una trattazione sui tipi di yoga, sulla tradizione e – udite-udite! – su yama e niyama. Grazie Alberto Stipo per aver scritto che “Nelle scuole tradizionali non si insegnava alcuna pratica fisica agli allievi prima che tali princìpi [yama e niyama, NdR] fossero stati assimilati [e che] rappresentano l’atteggiamento interiore del praticante e nessuna scuola può prescindere da essi” (p. 17). Tutto questo all’inizio del libro, proprio dove dovrebbero stare yama e niyama anche nella pratica. Ed ecco appunto, la pratica.

Consigli, controindicazioni e altre “cose pratiche”

Seguono alcune pagine di informazioni per chi comincia un corso di yoga (e anche per chi insegna, in verità…) con disegni al tratto per spiegare le tipologie e gli effetti degli asana in generale. Poi, la lunga trattazione delle singole posizioni. Da “Pratiche dinamiche di preparazione” a “Esempi di sedute”, suddivise in “di breve durata”, “facili”, “medie”, “impegnative e di lunga durata” eccetera, tutte con i tempi consigliati per ciascuna tecnica!

In mezzo ci sono i capitoli che trattano il pranayama, le tecniche di purificazione, la meditazione e le posizioni consigliate per vari disturbi (renali, psicosomatici, dei vari apparati, della colonna…).

Tutte le posizioni e le tecniche sono elencate in un dettagliato Indice analitico, sia col nome sanscrito – per chi lo sa e lo ricorda – sia con il corrispettivo italiano, per esempio: cavallo (posizione del), vedi Vatayana-asana.
Complimenti all’editore per questa scelta, perché è da sempre un pasticcio ritrovare le posizioni negli elenchi, sia perché hanno nomi diversi, sia perché spesso non si ricordano. È un po’ più facile rammentare il nome italiano: mi ricordo il “ponte” (che a volte è chiamato Setu-bandha-asana e a volte Kandara-asana e altre Setu-asana ecc.)? Lo cercherò sotto la “P” e sarò rimandata al suo nome sanscrito, con la pagina in cui potrò vederne descrizione e disegno.

Non viene trattato solo come si esegue una posizione, ma anche i suoi effetti, le cautele da tenere, le varianti facilitatrici e avanzate, le versioni attenuate e parziali per creare e crearsi sessioni “su misura”. Tutto questo è valido anche per tutti gli altri capitoli: il respiro e le sue tecniche, la meditazione e i suoi metodi, il mantra (con i testi e le traduzioni dei più famosi e usati), i chakra e lo yoga-nidra.
Insomma tutto, proprio tutto per organizzare una seduta equilibrata di yoga, per chi studia e intenda diventare insegnante, per quando abbiamo bisogno di rinfrescarci la memoria sulla tal posizione.

Certo, si dice che le posizioni di yoga siano… quante? 72mila? Nella stessa tradizione indiana il numero non è preciso, ma diciamo che sono comunque tante, e per questo nemmeno questo libro può davvero dirsi “completo”. Diciamo però che in queste pagine troviamo molte – se non tutte – le posizioni e le tecniche classiche, fondamentali, per poter dire di conoscere e praticare lo yoga. Con in più i modi e le varianti per avvicinarci in modo non traumatico alla pratica tradizionale, accettando di aver bisogno di “facilitazioni” e sapendo come fare se c’è qualcuno – e parlo agli insegnanti – che quella specifica posizione proprio non riesce a farla, ancora. In questo senso sì, il libro è “completo”. È completo perché è approfondito.

Come scrive l’autore, citando un proverbio orientale:

“[…] per trovare l’acqua non si devono scavare molti pozzi, ma un solo pozzo molto profondo” (p. 19)

Il Libro Completo delle Tecniche Yoga, Alberto Stipo, Magnanelli Edizioni

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