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Hatha Yoga le posizioni capovolte, di F.N.E.Y. - recensione

Hatha-Yoga. Posizioni Capovolte, F.N.E.Y.(Féderation Nationale des Enseignants de Yoga), Promolibri Magnanelli

Anche questo libro (come l’altro, L’equilibrio in piedi, di cui è già uscita una mia recensione) fa parte della serie della Fédération francese. È anche questo libro è indispensabile (a mio avviso) nella biblioteca di ogni insegnante, allievo o allieva di yoga.

Indispensabile inversione

Indispensabile è anche, nello yoga, capovolgersi. Ce lo racconta anche Patrick Tomatis1, insegnante di yoga che ha scritto ben due contributi di questo libro: Glossario generale delle posizioni capovolte (con Andrée Maman, p. 179) e, appunto, L’indispensabile inversione (p. 111). Inizierei proprio da qui – sebbene si trovi ben oltre la metà del libro – per motivare la mia predilezione per questo libro e tutti gli altri della “serie” francese, tradotti e curati da Claudio Conte, che di Tomatis è allievo.

Questo modo di dire, “l’indispensabile inversione”, è entrato nel mio lessico personale di insegnamento, nel senso che prima o poi propongo le posizioni capovolte come qualcosa “di cui non si può fare a meno”, perché nello yoga, prima o poi, bisogna “mettere il cuore sopra la testa” (p. 11), togliendo al “mentale” il suo primato. Ogni tanto bisogna sentire invece che pensare. Ogni tanto bisogna trasferirsi dalla sfera del fare a quella dell’essere. E ogni tanto bisogna pure “cambiare punto di vista”: per farlo non c’è niente come capovolgersi.

Cambiare punto di vista

Il libro ci propone modi davvero “impossibili” per cambiare punto di vista. Se guardiamo le figurine in fondo al libro, nel Glossario, possiamo scoraggiarci; ma se guardiamo meglio vedremo che nell’elenco c’è anche qualcosa di semplice, come setubandhasana (anche detto kandarasana, il mezzo ponte), o padahastasana (il libro da in piedi), o ancora shashankasana (la lepre)… insomma, basta mettere la testa in giù. Quante volte da bambini abbiamo aperto gli occhi sull’altalena, soprattutto quando avevamo le gambe in su? Vogliamo vedere il mondo “a testa in giù”, perché tutto cambia e appare nuovo.

Tutto questo è meglio espresso in altri contributi del libro che, come sempre anche negli altri titoli della “serie” francese, non ci aspetteremmo di trovare (e invece è fantastico che ci siano). È il caso dei due capitoli finali: uno parla di Tarocchi, l’altro della crocifissione dell’apostolo Pietro (che, come forse sappiamo, chiese di essere crocifisso a testa in giù). A proposito dei Tarocchi ci sono immagini delle famose carte divinatorie e spiegazioni dell’Appeso, uno degli arcani maggiori: illuminante per noi che pratichiamo lo yoga, e che non sempre ci ricordiamo la simbologia che lo sottende.

La pratica

Dopo tutto questo simbolismo, il libro è composto anche di “normali” capitoli in cui scopriamo come prepararci alle posizioni capovolte: esercizi riscaldanti (proposti da un terapista della riabilitazione), supporti, aiuto di un compagno, disegni esplicativi di come fare e come non fare; spiegazioni biologiche, fisiologiche, chimiche (cioè che cosa succede dentro al corpo quando ci capovolgiamo, nella circolazione sanguigna, nella posizione degli organi all’interno della cavità addominale, le controindicazioni). Poi ci sono le varianti da applicare a Viparati-karani-mudra (che, ricordiamolo, è anche un mudra), che cosa ne dicono i testi classici, e perché è detta la posizione “dell’immortalità”; e c’è un’immagine che illustra il processo di purificazione nella posizione capovolta (p. 32). Naturalmente c’è un intero capitolo particolareggiato su shirshasana, la posizione sulla testa, la posizione capovolta per antonomasia che tanta paura fa a molti: “Il rispetto della difficoltà dell’allievo sembra la cosa fondamentale. È necessario che l’insegnante dia prova di pazienza. Non è la postura ad essere dominante, ma la persona” (Pedagogia. Atteggiamento dell’istruttore, pp. 97 e seguenti).

Come nella scorsa recensione, concludo proprio con le stesse parole: dunque, “i libri della Fédération” sono una garanzia, da comprarsi  e usare  “a scatola – anzi “a copertina” – chiusa”.


hathayogaposizionicapovolteCompra Hatha Yoga. Posizioni Capovolte di F.N.E.Y.

Le posizioni capovolte costituiscono una sfida, lanciata alle leggi dell’equilibrio, alle abitudini, ai condizionamenti sociali e culturali. Frutto del lavoro di équipe di alcuni tra i più noti insegnanti europei, il testo approfondisce i diversi aspetti di questo genere di esercizio.

La pluralità dei punti di vista degli autori, l’approfondita analisi dei testi della tradizione e un completo glossario corredato da dettagliati disegni, rendono Hatha Yoga Posizioni Capovolte uno strumento indispensabile per praticanti e insegnanti.


 

Note

1. Patrick Tomatis inizia a insegnare yoga nel 1969, compiendo allo stesso tempo studi di matematica (e poi Logica e Intelligenza Artificiale). Dal 1976 è stato formatore di insegnanti alla Scuola Francese di yoga, a Parigi e ha ricoperto la carica di segretario della f.n.e.y. (Fédération Nationale des Enseignants de Yoga) e di presidente del Sindacato francese dei professori di yoga. La sua formazione originaria è stata per lunghi anni con Nil Hahoutoff.

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