Home Cos'è lo yoga Insegnare Yoga

L’obiettivo principale nell’insegnare le asana è rendere gli studenti in grado di percepire e comprendere più chiaramente che cosa stanno facendo, affinché sviluppino una pratica personale sostenibile, sia a lezione che in autonomia. Ci però sono molti modi diversi di imparare, i quali richiedono un approccio vario all’insegnamento. Il modo in cui le persone apprendono ha molto a che fare con “le qualità dell’intelligenza multipla” (definizione dell’educatore Howard Gardner) che variano considerevolmente in qualunque classe di studenti di yoga.

Nelle lezioni di yoga, i cui obiettivi di apprendimento comprendono elementi concettuali, emotivi, fisici e metafisici, entra in gioco la gamma completa di intelligenze multiple. Al tempo stesso, un essere umano è più dei suoi poteri intellettivi: motivazione, personalità, emozioni, salute fisica e volontà personale sono più significativi di un particolare stile di apprendimento nel dare forma al modo, al luogo e al momento in cui si impara. Ciò suggerisce che nel rivolgersi agli studenti, l’insegnamento efficace dello yoga deve prendere in considerazione queste variabili, pur continuando a riconoscere i seguenti stili di apprendimento:

  • Visivo/spaziale: tende a pensare per immagini e ha necessità di vivide immagini mentali per trattenere l’informazione, da cui deriva l’importanza che ogni asana sia dimostrata.
  • Verbale/linguistico: tende a pensare a parole più che per immagini, ha abilità uditive molto sviluppate, e la necessità che le descrizioni delle asana siano enunciate chiaramente.
  • Corporeo/cinestesico: le informazioni sono elaborate e ricordate grazie all’interazione con lo spazio circostante; ha bisogno di sperimentare personalmente le asana.
  • Inclinazione musicale/ritmica: pensa in suoni, ritmi e modelli, e può essere molto sensibile alle sonorità ambientali. Può trarre beneficio dall’essere incoraggiato a sintonizzarsi con più attenzione al suono e al ritmo del respiro. Può anche trovare utile l’ascolto di musica soft, che scandisce il ritmo della lezione.
  • Interpersonale: cerca di vedere le cose dalla prospettiva altrui; usa sia segnali verbali sia non-verbali per aprire e mantenere aperti i canali comunicativi con gli altri; durante il processo di apprendimento ha bisogno di percepire un senso di genuina presenza da parte dell’insegnante.
  • Intrapersonale: tende ad essere assorto nel cercare di comprendere le proprie sensazioni, i propri i sogni, le proprie relazioni, le forze e le debolezze; trae beneficio dall’avere più tempo e spazio per esplorare la propria percezione dell’asana attraverso la pratica personale.

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Scritto da
Mark Stephens è uno stimato insegnante di yoga che ha formato nel corso degli anni più di settecento insegnanti. Pratica yoga dal 1991 e lo insegna dal 1996. Nel suo cammino di pratica e di insegnamento, Mark ha ricercato gli insegnamenti di diverse tradizioni, studiando Ashtanga Vinyasa, Iyengar yoga, Vinyasa Flow, Tantra, yoga terapia, filosofia tradizionale dello yoga e filosofie moderne dell’essere e della coscienza. Ha insegnato anche in contesti alternativi - scuole di quartieri poveri, istituti per minori, centri di recupero, carceri e ospedali psichiatrici - e nel 2000 ha ricevuto il Karma Yoga Award conferito dallo Yoga Journal per la sua opera di volontariato con la fondazione Yoga Inside. Attualmente vive e insegna a Santa Cruz, in California, ed è l’ideatore e direttore del corso di formazione di insegnanti di yoga al Santa Cruz Yoga.

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