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Scott Douglas, Correre è la mia terapia, Macro, Cesena 2020

Io non ho mai corso. L’unica gara (e relativo allenamento), e anche l’ultima, risale ai tempi delle medie, quando a Milano ho partecipato a una specie di “olimpiade” di tutte le scuole medie della città; correvo i 400 metri. “Mai più”, mi sono detta al traguardo, che ho raggiunto ultima e completamente senza fiato. Odio correre, mi son detta, e non l’ho mai più fatto, né per competizione né per svago né per altro (ad ogni costo cerco sempre di non avere fretta, arrivo al binario mezz’ora prima dell’orario di partenza del treno, preferisco aspettare che far aspettare e il mio proverbio preferito è «la fretta è una cattiva consigliera»!)

Quindi non so tanto che cosa scrivere per una recensione di un libro che addirittura afferma nel titolo che Correre è la mia terapia. Ovviamente mi interessa saperne di più, proprio per la mia pessima esperienza con la corsa. E mi fiderò di ciò che leggerò, mi son detta.

Evidenze scientifiche

         Mi fido perciò anche di quello che trovo scritto dall’autore a p. 9, e cioè che il libro: «presenta le evidenze scientifiche e le testimonianze a conferma di quanto ho potuto constatare con la mia esperienza personale: correre ha un impatto profondamente positivo sul nostro cervello e può giocare un ruolo cruciale nella gestione dei disturbi ansiosi e depressivi. Per qualcuno, può addirittura rappresentare l’unica terapia di cui ha bisogno. Possa questo libro aiutarti a scoprire il tuo personale percorso per ritrovare il benessere psicologico attraverso la corsa».

         E se non sono ansioso né depresso dite? C’è un elenco di «fastidi e disturbi» che possiamo trovarci ad affrontare e provare a risolvere correndo. Leggete qua:

  • depressione/corsa
  • antidepressivi/corsa
  • umore/corsa
  • parole/corsa (in particolare a p. 154 c’è proprio la Talk Therapy, «terapia del parlare»; come possiamo chiamarla con un nome italiano accattivante? Teraparla? Terap(i)arlare? Parole in corsa?)
  • mindfulness/corsa
  • relazioni sociali/corsa
  • obiettivi/corsa
  • stile di vita/corsa (persino l’alcol, pp. 253 ss.)

E ancora: correre regolarmente provoca le stesse modificazioni responsabili dell’efficacia dei moderni antidepressivi, come:

  1. aumento di serotonina e noradrenalina (cioè creazione di nuove cellule nervose)
  2. aumento delle dimensioni dell’ippocampo, un’area del cervello coinvolta principalmente nei processi di memoria
  3. aumento dell’autostima (p.69)

Un’esperienza comune a tante persone

L’autore ci informa che l’esperienza di sentirsi di buonumore dopo aver corso è comune a milioni di persone nel mondo, anche se gli esperti stanno ancora cercandone la spiegazione. Scott Douglas racconta per filo e per segno quando e come ha scoperto la corsa, e perché fin dalle scuole medie provava «un lieve disappunto nei confronti della vita che elargiva così pochi piaceri in confronto alla fatica richiesta per procurarseli, una certa difficoltà nel trovare un senso agli avvenimenti e alle relazioni e, infine, la tendenza a dover mobilitare tutte le mie energie fisiche e mentali semplicemente per far fronte agli impegni quotidiani», pp. 12-13.

Vi siete ritrovati con una o tutte le affermazioni? Il libro fa per voi allora. Scoprirete che per rientrare nella categoria dei runner basta correre e non serve raggiungere chissà quali traguardi o un tot di chilometri al giorno eccetera (cosa che scoraggerebbe molta gente dal provare). L’autore ha deciso di scrivere questo libro per spiegare la frase – letta anche sulle magliette – «Correre è la mia terapia», aiutando tutti a trovare il proprio modo di correre, basato sulle proprie caratteristiche, senza competizione.

Uso del libro

         Per fare quello che avete letto, l’autore ha organizzato il libro partendo da una dettagliata panoramica dei modi in cui la corsa influisce genericamente sui meccanismi cerebrali. Poi è andato nello specifico dei disturbi ansioso-depressivi, finendo per capire «cosa si nasconde dietro ai progressivi miglioramenti dell’umore che rappresentano la vera carta vincente della corsa», p. 16.

 Miglioramenti dell’umore sì, avete letto bene. E come ho fatto io per scrivere questa breve recensione, conviene fidarsi e provare a correre per un po’. E vedere che cosa succede. Secondo l’autore – che corre da anni – la corsa lo ha aiutato a diventare «disponibile anziché sprezzante, appassionato anziché distrutto dal proprio lavoro, ottimista anziché terrorizzato per il futuro».

Vi siete riconosciuti? Se sì, potrete considerare la corsa come una medicina, secondo le parole e l’augurio dell’autore: «Il tempo che dedico alla corsa è una medicina potente non solo mentre corro, ma per tutto il resto della giornata. Se questo libro saprà aiutarti a comprendere e ad apprezzare un po’ di più il ruolo della corsa nel tuo benessere mentale, sarà stato tempo ben speso per entrambi», p. 17.

Spendiamo ancora un po’ del tempo che abbiamo deciso di usare per conoscere la corsa e i suoi benefici e guardiamo la buona e utile Appendice (quasi 20 pagine piene di articoli e consigli di lettura); senza dimenticarci di apprezzare il formato del libro, molto carino e maneggevole (per chi lo conosca, è uguale a un altro libro, Yoga per chi viaggia; in effetti anche “correre” è un po’ “viaggiare” – e viceversa, no?). Buon viaggio allora, anche «solo» attorno all’isolato… per cominciare!

Cinzia


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Scott Douglas presenta le prove scientifiche che la corsa fa bene non solo al nostro corpo ma anche al nostro umore e al nostro cervello. Un libro scritto con sincerità e senza censure che racconto l’esperienza stessa dell’autore

Scritto da
Inizia a praticare yoga nel 1979 a Milano, la sua città natale; nel 1985 si trasferisce a Torino per frequentare la scuola di formazione triennale per insegnanti dell’Istituto Kuvalayananda, dove studia con insegnanti italiani e indiani e si diploma nel 1987. Co-fondatrice dell'Isyco (Istituto per lo Studio dello Yoga e delle Culture Orientali) di Torino, Cinzia è formatrice di insegnanti di yoga, oltre a insegnare in corsi per principianti, esperti e per la terza età. Ha pubblicato libri di yoga e di stile di vita yogico, oltre a numerosi articoli.

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