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Chrakra Ruote di Vita, di Anodea Judith, recensione

Chakra. Ruote di vita, di Anodea Judith, Bis Edizioni

Per cominciare è bello che si trovino, all’inizio di Chakra Ruote di Vita, esempi di chakra che sono tutti intorno a noi, nella natura. Così possiamo togliere quell’aura di “magia” di difficile comprensione che a volte circonda i chakra e l’anatomia sottile in generale. Nel libro troviamo infatti immagini di ricci di mare, licheni e stelle marine, ma anche una rosa, che si sviluppa “come un chakra”, con i suoi petali a corona. Nel libro scopriamo infatti che cos’è e come è “fatto” un chakra, secondo le visioni di antichi veggenti – che stanno trovando sempre più conferme nella scienza e grazie alla scienza. Così scopriamo la Storia del Sistema dei chakra (da p. 24), in cui l’autrice ci tiene a specificare che “È straordinario come i chakra, in quanto componenti archetipo della coscienza, stiano finalmente salendo alla ribalta dell’attenzione collettiva […]. Se tale popolarità sta facendo dei chakra un termine ormai familiare, tuttavia sta diffondendo anche una serie di informazioni confuse e contraddittorie.” Anodea Judith ci informa che “il principale libro giunto fino a noi in Occidente è […] Il potere del serpente, pubblicato nel 1919”, si tratta del famoso titolo di Arthur Avalon, uscito in Italia nel 1968 e tuttora disponibile nelle librerie. “È importante comprendere che i chakra provengono da una tradizione antica, che molti maestri di New Age hanno a malapena esplorato”. Come dire: attenzione a ciò che leggete, soprattutto se fate gli insegnanti di yoga e il sistema dei chakra lo utilizzate nel vostro lavoro

Ecco, con il libro di Anodea Judith non dovete preoccuparvi: è documentato, pieno di riferimenti e note, chiaro, semplice e approfondito. E soprattutto usabile, come ora vi racconto.

Vi dico come ho fatto io

Sono andata a pagina 333, dove c’è il Test per la salute dei vostri chakra; ho risposto alle domande (a matita, mi raccomando, e scrivendo la data, così tra un po’, rifacendolo, si potranno cancellare i “vecchi” risultati e mettere i “nuovi”, e così via). Il test mi ha rivelato che Anahata, il quarto chakra, del cuore, ha ottenuto il punteggio minore. Allora sono andata a cercare il capitolo di quel chakra, leggendo quale colore mi fa bene, quali posizioni yoga, meditazioni, pietre eccetera. E guarda caso poco fa un’amica mi ha regalato un quarzo rosa – la pietra consigliata per il chakra che ha bisogno di maggiori attenzioni in questo periodo, per me! E un’altra coincidenza? Nelle letture raccomandate per agire sul quarto chakra, a p. 219, ho trovato un libro di Donna Fahri dedicato al respiro – che ho scoperto sta per uscire, per questa stessa casa editrice! Ma ci credereste?

Ecco, questo è un buon modo per usare il libro, veramente utile e pratico, nonostante l’argomento che tratta sia uno dei più “eterei” tra quelli dello yoga: l’anatomia sottile.

L’anatomia sottile

Si usa l’aggettivo “sottile” solo per distinguerla dall’altra anatomia, quella grossolana (un termine usato senza giudizio), ovvero quella del corpo fisico. Stiamo infatti parlando di energia, centri energetici, prana che scorre nei canali (nadi), secondo questa frase: “La materia senza spirito è un cadavere. Lo spirito senza materia è un fantasma”. Un po’ forte, dite? Ma è proprio così! Vuol dire che dobbiamo abituarci a considerare sia la materia sia lo spirito, e non solo uno dei due come, purtroppo, si è fatto finora (e ancora si fa). Yoga vuol dire anche unione. Ecco allora che il libro della Judith fa proprio questo: parte da concetti spirituali – anatomia sottile – e giunge a concetti materiali. Per ciascuno dei sette chakra principali troviamo la parola-chiave, la nota musicale, il colore, il disegno (non perdetevi lo “schemone” delle pagine 56 e 57. Io ho deciso di fotocopiarlo, ingrandito, e appenderlo da qualche parte per impararlo a memoria), il cibo, il pianeta, la pietra, il verbo corrispondente, l’incenso, la ghiandola del corpo, la disfunzione (quando non è in armonia), il tipo di yoga e molto altro.

Come consiglia l’autrice:

“Prendete questo libro come […] un romanzo di avventura che vi porterà nei regni della vostra coscienza e una storia d’amore fra il vostro essere interiore e l’universo che vi circonda”, p. 31.

Vi dico come ha fatto l’autrice

“Leggete queste pagine con calma. C’è molto su cui riflettere. Lasciate che i chakra diventino una lente attraverso cui guardare la vostra vita e il mondo intero. È un viaggio ricco e pieno di colori. Lasciate che il ponte arcobaleno dell’anima si svolga davanti a voi lungo il vostro cammino”.

Queste sono le parole di Anodea Judith che trovate nel risguardo di destra della copertina. Perché parla di arcobaleno? Potete scoprirlo ancora nella copertina, dove si vedono i sette colori dei sette chakra, che sono gli stessi dell’arcobaleno: dal primo chakra (rosso, in basso) al settimo (violetto, in alto, addirittura “fuori” dal corpo fisico). Ancora una volta l’emozione (i colori) con la scienza (l’arcobaleno, fenomeno perfettamente spiegabile scientificamente), senza che l’una tolga valore all’altra.

Per la mente e per il cuore: in-formazione e formazione

Per continuare a raccontare che il libro non è solo “New Age” e non è solo “scienza”, riporto altre parole, direttamente dall’autrice:

“Per soddisfare la mente razionale, ho presentato queste teorie con concrete metafore scientifiche, popolari paradigmi tratti dal campo della ricerca sulla coscienza e delle moderne tecniche di terapia. Questa è la parte intellettuale. Il suo scopo consiste nel trasmettere l’informazione e stimolare il processo del pensiero.

Per quanto riguarda l’altro lato del cervello, ho incluso meditazioni guidate, esercizi, illustrazioni e aneddoti personali nella speranza di rendere i chakra più vivi. Questa è la parte divertente. Il suo scopo consiste nel connettere l’esperienza intuitiva all’informazione”, p. 13.

Libro “vecchio”, libro “nuovo”: le diverse edizioni di Chakra Ruote di Vita

E se qualcuno ha già la vecchia edizione? Quella uscita nel 1987? Ce lo dice l’autrice stessa, che cosa c’è di nuovo in questa seconda edizione:

“contiene più riferimenti agli insegnamenti tantrici, in quanto ho avuto più tempo per studiarli, anche se ho comunque cercato di mantenere un linguaggio il più possibile occidentale e non esoterico. L’ho anche riveduta e leggermente accorciata, dato che molti mi avevano confessato di essersi sentiti intimiditi dalle dimensioni della versione precedente. Ho eliminato tutta la retorica politica che ritenevo così importante a 20 anni. Oggi […], anche se la mia politica spirituale rimane ancora molto forte, preferisco che il sistema parli da solo. Ho anche aggiornato alcune delle nozioni scientifiche, dato che i nostri modelli della materia sono anch’essi in rapida via di cambiamento”, p. 7.

I contenuti del libro

Ho trovato molto belle le Conclusioni introduttive che si trovano a p. 58! Dopo qualche pagina dall’inizio, l’autrice sente l’esigenza di esprimere le teorie fondamentali del libro, precisando che sono solo una teoria e non un dogma, “la presentazione di un’idea, non una religione; e si spera che sia qualcosa di prezioso per l’espansione della coscienza, qualunque sia l’orientamento religioso o filosofico”.

Segue poi un elenco delle tesi contenute nel libro, una sorta di Riassunto delle puntate… che verranno dopo!

“[…] Che il Sistema dei chakra descrive uno schema evolutivo […] Che i chakra sono in costante interazione e possono essere separati solo intellettualmente […] Che i chakra possono essere aperti tramite vari esercizi, la meditazione, i metodi di guarigione, le esperienze di vita e la comprensione generale […] Che esistono sette chakra principali e parecchi chakra minori […] Che i chakra inferiori hanno eguale valore e importanza di quelli superiori […]”, pp. 58-9.

Un utile Glossario, per orientarsi nei termini sanscriti e non solo, si trova a p. 381. Poche pagine prima c’è un capitolo carinissimo sulle fasi di crescita dei chakra nei bambini, da 0 anni all’adolescenza, con consigli rivolti a genitori, educatori e terapeuti per aiutarli: da Le giuste cure quotidiane a Incoraggiate l’autostima, da La giusta disciplina a Lasciatelo andare.

Ancor prima, da p. 349, troviamo un altro capitolo fondamentale, sempre e anche per usare il libro (sarebbe infatti un peccato lasciarlo sullo scaffale come l’ennesimo testo teorico sui chakra): Una prospettiva evolutiva si intitola, e ci aiuta a rispondere alle eterne domande Dove siamo? Come siamo giunti qui? Dove stiamo andando?, usando il Sistema dei chakra come una lente con cui osservare la nostra attuale trasformazione millenaria, come una mappa del nostro viaggio collettivo che getta una nuova luce su domande antichissime” - quelle scritte poche righe più su, appunto.

Promessa mantenuta

Mi sento di affermare che sia vero ciò che troviamo scritto nella quarta di copertina: “I chakra costituiscono uno strumento potente per la crescita personale e planetaria” e anche che, usando il libro, possano realizzarsi tutte le promesse – o qualcuna – dei chakra: Aumenta la tua energia, sviluppa l’intuito, apri il cuore all’amore, accresci la tua creatività e realizza i tuoi sogni con i chakra. Per questo il libro si intitola così! Chakra (che significa ruota) Ruote di vita (che si potrebbe anche scrivere per la vita). Cioè le ruote, girando, ci portano avanti nel viaggio che abbiamo intrapreso nascendo. E se le ruote funzionano, ruotano senza ostacoli, sono ben gonfie e non consumate, il viaggio è più sicuro e – quando serve – più veloce no? Conosciamo dunque queste ruote che sono dentro di noi e non lo sappiamo o non ce ne curiamo. Questo libro ci aiuta moltissimo, in modo serio e semplice, a farlo, quotidianamente e non solo sul tappetino!

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