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Tra intuito e raziocinio, il Capricorno è capace di tenere a bada l’ego per raggiungere un fine superiore; ama la sintesi e la sobrietà.

Segno femminile, di Terra, dominato dal pianeta Saturno, nel suo periodo – 21 dicembre-21 gennaio – si colloca il Solstizio d’Inverno, la Porta degli Dèi, il momento in cui la luce ricomincia a crescere e il Capricorno è detto infatti «Padre della Luce».

Secondo l’astrologia antica i nativi Capricorno sono inclini alla riflessività e anche nelle difficoltà sanno valutare lucidamente (con la luce, appunto). Nell’ultima parte dell’anno, l’inverno entra nella sua fase più aggressiva, ma proprio per questo c’è anche il Solstizio, la festa del Sol invictus (il Sole non vinto, appunto), che segna l’inizio del lento aumentare delle ore del giorno, della luce: il Sole (la luce) si riprende piano piano il suo posto, proprio nel momento più buio dell’anno, a ricordarci che la Luce vince sempre sul buio. Sotto l’apparente freddezza il Capricorno nasconde una grande capacità di introspezione e di pensiero profondo che a volte sfocia in un atteggiamento contemplativo. Il nativo Capricorno troverà perciò molto utile e ispirante la recita dei mantra: poiché il chakra corrispondente al Capricorno è Manipura, il bija-mantra sarà quello dell’elemento fuoco: ram.

Makara

In India il capricorno è detto Makara, il mitico animale simbolico molto presente nella mitologia e nell’arte indiane. Makara è un mostro marino, una creatura primordiale terribile con una parte di mammifero – che può essere un cervo o un elefante – e una parte acquatica. Simbolicamente la sua dualità rappresenta la fase evolutiva in cui la vita acquatica è giunta sulla terra. Per quanto mostruoso, il makara è reso divino dalla sua risalita verso la terra, e secondo Carl Gustav Jung questo indica, nell’inconscio collettivo, l’istinto primordiale verso la Terra, che è la dimensione della coscienza.

Il Makara è anche la cavalcatura di tre dèi: Varuna (Signore delle Acque), Ganga (ovvero il fiume Gange) e Kama (dio dell’amore), che ne cavalcano la potenza e ne impediscono l’esplosione incontrollata.

In India il Makara è rappresentato come fregio in templi, balaustre, grondaie. Con la sua forza ha la funzione che in Occidente hanno i leoni: quella di proteggere le soglie degli edifici dalle presenze maligne.

Quali posizioni yoga?

Potremmo cercare tutte le posizioni che rinforzano lo scheletro (punto debole del Capricorno, governato da Saturno) e saremmo tranquilli. E certo possiamo farlo. E in più, giacché abbiamo scoperto che in India il Capricorno è detto Makara, perché non praticare la posizione del coccodrillo, Makarasana appunto? E giacché abbiamo scoperto che il makara è la cavalcatura, tra gli altri dèi, di Varuna, Signore delle Acque, perché non imparare la sua posizione? Dunque eccole qui.

Distendersi proni, con le gambe molto divaricate, i piedi appoggiati sul loro lato interno, con le punte spinte verso la testa; sistemare le braccia di fronte al viso, una mano su ciascuna spalla, i due gomiti perfettamente sovrapposti ci fanno da rialzo per la fronte, il naso è racchiuso tra le braccia, libero di respirare. Il torace è sollevato mentre l’addome è appiattito sul pavimento, massaggiando così gli organi interni ad ogni respiro. La posizione è infatti molto indicata in caso di dolori mestruali o intestinali. Tenere da 10 a 20 respiri e più, aumentando gradualmente.

Varunasana

Per eseguire la posizione correttamente si veda Il Grande libro dello Yoga di Cella, a pag. 237

Sedersi a gambe incrociate (in sukhasana, posizione semplice), appoggiare il palmo della mano destra all’orecchio destro, spingendo bene in fuori il gomito; scendere col busto verso destra, fino a che il gomito appoggerà a terra (o su un cuscino, inizialmente). Restare 3-4 respiri, poi, appoggiando a terra la mano, sollevare il busto con la forza del braccio; ripetere dall’altro lato per gli stessi tempi. Ripetere tutto per altre 2 volte, aumentando ognuna di 1-2 respiri. Si dice che, restando abbastanza a lungo nella posizione, il gomito – agendo come un’antenna – ci trasmetterà i suoni delle acque che scorrono nel sottosuolo di cui Varuna è il Signore.

Artrite

Tipico malanno del Capricorno, da combattere portando addosso una pietra come l’onice. Importante per i nativi è vivere in case asciutte e piene di sole.

Swami Kriyananda disse: «Studiare l’influenza del proprio segno, come fa il vero ricercatore dell’astrologia, è incominciare a comprendere questa scienza divina e porsi sulla strada che aiuta lo studente nel suo cammino attraverso le vie della conoscenza».

Scritto da
Inizia a praticare yoga nel 1979 a Milano, la sua città natale; nel 1985 si trasferisce a Torino per frequentare la scuola di formazione triennale per insegnanti dell’Istituto Kuvalayananda, dove studia con insegnanti italiani e indiani e si diploma nel 1987. Co-fondatrice dell'Isyco (Istituto per lo Studio dello Yoga e delle Culture Orientali) di Torino, Cinzia è formatrice di insegnanti di yoga, oltre a insegnare in corsi per principianti, esperti e per la terza età. Ha pubblicato libri di yoga e di stile di vita yogico, oltre a numerosi articoli.

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